«L’informazione non è in crisi. Però la carta stampata sì»

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A Golfo Aranci il convegno sul futuro dei giornali tra web e nuove incertezze Premio alla carriera a Cesare Lanza e commosso ricordo di Giorgio Tosatti

Il mondo del giornalismo si ritrova qui, sullo splendido lungomare di Golfo Aranci, davanti a una platea attenta e curiosa fino all’ultimo minuto. In fondo quando si parla di notizie, attualità e trasformazioni l’attenzione può salire alle stelle anche tra i profani della materia. Soprattutto se a dire la loro ci sono i pesi massimi del giornalismo. Gente cresciuta a pane e notizie e che adesso riflette e si interroga sul futuro della professione. Il titolo della conferenza è azzeccato: «È la

stampa, bellezza». Un convegno voluto dall’amministrazione comunale, guidata da Giuseppe Fasolino, che ha portato a Golfo Aranci una lunga serie di firme illustri, tra direttori, storici inviati e opinionisti.

IL POTERE DELLA STAMPA. La conferenza è stata suddivisa in più parti. Si inizia con un argomento caldo: il potere della stampa oggi è il rapporto tra digitale e cartaceo. A dirigere gli interventi Franco Recanatesi, tra i fondatori di Repubblica. Comincia Andrea Filippi, direttore della Nuova Sardegna: «I cambiamenti veloci hanno tolto potere alla stampa, ci sono tantissime fonti di informazione e non siamo una categoria che gode della massima fiducia della gente. E forse la colpa è anche un po’ nostra». Mino Fuccillo, Rai, gli fa eco: «Spesso la competenza viene vista come casta e l’incompetenza diventa quasi una virtù sociale». Poi Cesare Lanza, che riflette sulla potenza del web e che per i giornali vede nero: «Uno degli errori più grandi è adeguarsi troppo agli editori e far poco per rendersi protagonisti. Entro 5 o 10 anni i giornali saranno fogli d’opinione». Più ottimista Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere, collegato al telefono, mentre

Giuliano Giubilei, vicedirettore Tg3, e Clemente Mimun, direttore Tg5, anche lui al telefono, riflettono su quanto il web incida in maniera meno negativa sulla tv rispetto ai giornali. E poi le fini riflessioni di Gianni Perrelli, Espresso, e di Massimo Mazzitelli, Repubblica.it, che dice: «Non c’è crisi dell’informazione, ma una crisi della carta stampata. Quindi deve cambiare il giornale». E a dire la loro sul piacere genuino di sfogliare il giornale di carta al mattino, pure il sindaco e consigliere regionale Giuseppe Fasolino e l’assessore regionale all’Agricoltura Pierluigi Caria, che si sono anche concentrati sul rapporto tra politica e giornalisti.

IL RICORDO DI TOSATTI. Durante la serata anche il ricordo di Giorgio Tosatti, un uomo che ha lasciato una impronta indelebile nel giornalismo sportivo, scomparso ormai 10 anni fa. A ricordarlo, Alessandro Vocalelli, direttore del Corriere dello Sport, che per anni aveva lavorato con Tosatti.

IL PREMIO A LANZA. Una targa va a Cesare Lanza, pure lui un pezzo di storia, giornalista, scrittore, autore televisivo e scopritore di talenti, tra cui lo stesso de Bortoli. Lanza, un po’ come è nel suo stile, commenta col sorriso: «Premi alla carriera come questo sono importanti, perché ti fanno sentire in vita ciò che diranno di te quando sarai morto. Amen». Dopo gli applausi del pubblico, che ha affollato il lungomare anche in piedi, a chiudere la serata sul lungomare dedicata al mondo dell’informazione è stato Marino De Rosas, formidabile chitarrista di Olbia. O meglio, di Terranova Pausania, come ha preferito sottolineare con la chitarra tra le mani.

Dario Budroni, La nuova Sardegna

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