Vivendi ribadisce: «Non abbiamo il controllo di Telecom»

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Vivendi non controlla Telecom. In una nota a corredo dei dati semestrali appena approvati il gruppo transalpino ha ribadito quanto affermato a inizio agosto. «Tutti i dati empirici mostrano inequivocabilmente che Vivendi non è in grado di controllare le assemblee ordinarie di Telecom Italia», ha scritto la compagnia che ha aggiunto «di non esercitare alcun controllo di fatto su Telecom Italia ai sensi del Testo Unico della Finanza e del Codice Civile in quanto l’interesse di
Vivendi in Telecom Italia non è sufficiente per consentire a esso di esercitare, su base stabile, un’influenza dominante sulle assemblee”. Allo stesso tempo Vivendi, in quanto principale azionista dell’operatore italiano, intende «favorire una politica a lungo termine di sviluppo delle convergenze tra telecomunicazioni e contenuti».

Come è noto il governo italiano sta vagliando tutta la documentazione ricevuta per definire se il potere esercitato su Telecom dalla compagnia transalpina va al di là dell’attività di “direzione e coordinamento” comunicata a fine luglio scorso. Comunicazione avvenuta su base volontaria immediatamente a valle dell’uscita dell’ex ceo Falvio Cattaneo le cui deleghe sono state momentaneamente affidate al presidente Arnaud de Puyfontaine, rafforzato dalla nomina a direttore operativo di Amos Genish, l’uomo di fiducia di Vincent Bolloré nell’M&A.

Quanto ai risultati, nel primo semestre del 2017 il gruppo ha segnato un utile netto di competenza di 176 milioni di euro, in calo dell’80,7% rispetto ai 911 milioni dello stesso periodo del 2016. La flessione è essenzialmente legata agli elementi favorevoli che avevano caratterizzato la prima metà dello scorso anno, tra cui la plusvalenza per la cessione della quota residua in Activision Blizzard. A livello adjusted, esclusi cioè gli elementi non ricorrenti, il risultato netto è in progresso del 12% a 320 milioni di euro.

Il secondo trimestre ha inoltre segnato un utile netto in crescita del 50% a 75 milioni. Nel semestre i ricavi hanno totalizzato 5,4 miliardi, con un progresso del 7,8% (+4,8% a perimetro e valute costanti). Il risultato operativo adjusted ammonta a 352 milioni (-9,2%) nel semestre, ma nel secondo trimestre segna una crescita del 16% a 203 milioni, sostenuto in primo luogo dalla crescita di Universal Music Group.

Il Sole 24 Ore

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