Imprese, nel 2015 il saldo demografico è ancora in rosso

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Le morti di nuove imprese superano ancora le nascite nel 2015 (per il sesto anno consecutivo), pur registrandosi un incremento costante del tasso di natalità dal 2010, in particolare nel Mezzogiorno. Tutto ciò mentre il saldo occupazionale dal 2010 risulta ancora in passivo. A rivelarlo è l’Istat in un indagine sulla demografia d’impresa, secondo cui il tasso netto di turnover si è conservato al -1,6% (pari a quello del 2014). Sia le aziende nate che quelle cessate risultano in aumento dello 0,2%: le prime sono state 279 mila – quasi 5mila in più rispetto al 2014 – con un tasso di natalità del 7,3%, mentre le seconde si sono attestate a circa 340 mila, con un tasso di mortalità pari all’8,9%. L’evoluzione dei tassi totali di natalità è esito di dinamiche convergenti a livello di macro-settore; rispetto al 2014 la natalità cresce in tutti i macro-settori, soprattutto nel commercio (+0,3%). L’evoluzione dei tassi di mortalità presenta invece dinamiche parzialmente divergenti: tra il 2014 e il 2015 la mortalità aumenta in misura contenuta nell’industria in senso stretto (+0,1 %), con maggiore intensità negli altri servizi (+0,6%) mentre diminuisce leggermente nel commercio (-0,1%) e rimane invariato per le costruzioni (11,3%). Nel comparto dell’industria, i tassi di natalità e di mortalità appaiono inversamente correlati al livello di intensità tecnologica. Quelli a bassa tecnologia (LOT) presentano tassi di natalità e mortalità al di sopra della media del comparto (rispettivamente 5,5 e 6,9%); viceversa con il 3,3% di natalità e il 4,5% di mortalità quelli high-tech si attestano al di sotto della media. La situazione è opposta nei servizi: i settori ad alto contenuto di conoscenza (HITS) registrano tassi di nuove nascite pari al 10,2%. Tra il 2014 e il 2015 la natalità delle imprese aumenta soprattutto nel Mezzogiorno, dove si registra il tasso più alto (8,8% nel 2015). Più contenuti gli aumenti nelle altre ripartizioni: nel Nord-Ovest si passa da 6,5% del 2014 a 6,6% del 2015, nel Nord-Est da 5,8 a 5,9% e nel Centro da 7,7 a 7,8%. In crescita anche la capacità di sopravvivenza, dopo la ripresa del 2014: fra le nate in quell’anno, alla fine del 2015 l’80% è ancora in attività (+3,2 % sul 2014). L’aumento della sopravvivenza riguarda tutti i macro-settori, ma è superiore alla media nazionale solo negli altri servizi (+3,7%). Tuttavia, le imprese nate dopo 5 anni non riescono a mantenere gli stessi occupati che avevano alla loro nascita: quelle create nel 2010 occupano circa 317 mila addetti, contro i 374 mila che avevano all’inizio. Solo nell’industria in senso stretto la nuova occupazione attivata dalle imprese sopravviventi al 2015 riesce a superare la perdita di addetti delle imprese in uscita (+15,5% rispetto al 2010). Tutti gli altri macro-settori registrano un calo occupazionale che va dal 12,2% del commercio, al 15,9% degli altri servizi fino a oltre il 37% delle costruzioni.

Teleborsa

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