Non capiremo mai la follia del fanatismo religioso

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che non sarà facile comprendere i misteri islamici, alla radice del terrorismo che ci tormenta? Pubblico una lettera di Eugenio Majoli: un mio ex compagno di scuola, un lettore de La Verità. «Islam, questo sconosciuto. Il Dio islamico si è rivelato attraverso il Corano: dettatura divina senza possibilità di esegesi, che semplicemente chiede l’adesione a precetti pratici senza mediazioni di ministri del culto e senza interferire con la vita secolare dei propri fedeli. La mancanza di esegesi da 1.300 anni potrebbe spiegare la ragione della dicotomia tra la modernità delle azioni del musulmano occidentalizzato e i suoi costumi morali, sessuali e politici da Arabia dell’epoca della scrittura. Non ho sentito invece un solo esperto esporre tesi diverse dai soliti luoghi comuni, smentiti dai fatti: cosa ne pensi?». Confesso la mia grave ignoranza e chiedo scusa se non risponderò direttamente. Dell’islam so poco, così come della storia delle religioni, musulmana, cattolica, buddista… Ho un’attenuante. La mia adolescenza e la mia infanzia furono turbate dalla morte prematura di uno zio, Antonio Lanza, arcivescovo a Reggio Calabria, considerato un promettente astro della Chiesa. La mia famiglia ne parlava sempre come di un santo. Questo, oltre a successive riflessioni razionali in età adulta, mi ha spinto a un assoluto agnosticismo. Penso che tutte le religioni siano un inganno fondato sulle paure della gente. Non può esistere un Dio (che immaginerei buono e giusto) capace di consentire i massacri e le crudeltà della nostra storia, in ogni epoca.

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