L’inventore del trolley ha rivoluzionato i viaggi

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che – oltre a non sapere chi abbia inventato il climatizzatore, ne abbiamo parlato giorni fa – non sapete neanche chi abbia inventato il trolley? Nessuna vergogna, anche io non ne avevo la minima idea, però mi sono informato. Mi è esplosa questa mania, dare un riconoscimento agli sconosciuti autori di invenzioni che hanno cambiato (in meglio) la nostra vita. Alcuni lettori mi hanno ringraziato, dopo le informazioni sull’inventore del climatizzatore (un giovanissimo ingegnere americano, Willis Carrier). E ciò mi spinge a nuove ricerche. Temo che non accerterò mai chi abbia creato quello strano, lungo oggetto che da una parte funge da calzascarpe e dall’altra, con una provvida manina, ci consente di grattarci la schiena. Questo prezioso oggetto lenisce le mie sofferenze: soffro infatti di allergie, che mi procurano insopportabili pruriti. E non so neanche chi debba ringraziare. Quanto al trolley, invece, ho trovato il nome dell’inventore: un pilota americano, Robert Plath. Nel 1987 evviva, quest’anno è il trentesimo anniversario – gli è venuto in mente questa cosuccia elementare: con una maniglia estraibile e due piccole ruote qualsiasi valigia, anche la più imponente, diventa facilmente trasportabile. In inglese non si chiama trolley, che significa carrello, ma rollaboard. Nel 1970 un valigiaio, Bernard Sadow, aveva avuto più o meno la stessa intuizione, ma non riuscì a imporla, come invece seppe fare Plath. Quanto gli devono miliardi di viaggiatori, che fino al giorno prima trascinavano ingombranti e pesanti bagagli? Oggi prendo un treno per il Trentino e con il trolley non avrò bisogno di aiuto. Grazie, mister Plath!

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