Noi bibliofili ci riconosciamo a pelle senza vederci

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che i bibliofili sono amici virtuali, lettori curiosi, attenti e complici? Ci riconosciamo a pelleed è sempre un grande piacere ricevere le loro lettere. Eccone una, da Nick Brough: «Illustre collega, simpatica come sempre anche la nota di oggi sui libri. Credo però che la grande libreria di Waterstones siadietro l’angolo di Regent Street, in Piccadilly, al civico 203-206, nel blasonato quartiere St. James’s». I bibliofili sono anche pignoli, non gli scappa nulla. Avevo riferito l’elegante ricordo dell’editore Giuseppe Laterza e non vedo l’ora di poter andare a Londra (la città che amo di più al mondo) e visitare questa libreria. Ed ecco un’altra lettera, deliziosa: è di Antonio Gallo. «Desidero ringraziare Cesare Lanza per la “scommessa” sui libri… Egli sostiene che i più belli sono quelli di cui ignoriamo l’esistenza. In qualità di “dinosauro bibliomane”, figlio di un tipografo post gutenberghiano, diventato digitale per legittima evoluzione della specie, ho apprezzato il suo consiglio. Ho letto in formato kindle, per soli 0,90 centesimi di euro, L’ignoto ignoto di Mark Forsyth di cui Lanza parla. Tutto vero. “Ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose che sappiamo di non sapere. Ma c’è anche l’ignoto ignoto, cioè le cose che non sappiamo di non sapere”. Nell’infinita “biblioteca del mondo” saranno di più i libri che non conosceremo e leggeremo mai, rispetto a quelli che pensiamo di avere letto, scritto o posseduto». Grazie! E ora ci scambiamo qualche consiglio sui libri da leggere in agosto?

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