Il 2017 è l’anno dei video online

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Le sfide? Usare più format e creatività per piccoli schermi. Stime Zenith: visioni in crescita del 20% e pubblicità a +23%. Dal 2018 rialzi più contenuti

È il 2017 l’anno in cui si avrà la crescita maggiore dei video su internet in termini di visione e di investimento da parte delle aziende in campagne pubblicitarie di online video advertising. Almeno stando alle previsioni di Zenith, agenzia media del gruppo Publicis che stima per quest’anno una crescita a livello mondiale del 20% per le visualizzazioni e del 23% per la spesa pubblicitaria (toccando quota 27,2 miliardi di dollari, ossia 23,7 miliardi di euro).
Dal 2018, invece, la visione di video risentirà della contrazione delle visualizzazioni da apparecchi fissi, con le smart tv al rialzo ma non abbastanza da compensare il calo di pc. Sul fronte pubblicitario, invece, il 2018 vedrà investimenti attesi al +21% e il 2019 al +17% (38,7 miliardi di dollari in valore assoluto, circa 33,7 miliardi di euro).
Dunque, secondo la terza indagine Online video forecasts di Zenith, che nel 2017 ha coinvolto 63 mercati (Italia inclusa) rispetto ai precedenti 57, produttori contenuti video e inserzionisti devono approfittare di quest’anno, anche e soprattutto considerando che il report ha monitorato ogni tipologia di video fruiti via internet: dalle piattaforme di video on demand come Hulu e Netflix fino ai siti di condivisione come YouTube, passando per i social media alla Facebook.
Tradotto in minuti giornalieri, un utente medio seguirà nel 2017 contenuti video per 47,4 minuti, di cui 28,8 minuti guardando uno schermo in mobilità (+35%) e i rimanenti 18,6 minuti su dispositivi fissi (+2%). L’anno prossimo, di contro, le visualizzazioni da pc e postazioni fisse invertiranno il trend e caleranno dell’1% e del 2% nel 2019 mentre il mobile continuerà la sua corsa segnando un +25% nel 2018 e un +29% nel 2019, sempre a giudizio di Zenith. «Entro il 2019, i dispositivi mobili peseranno per il 72% sul totale delle visualizzazioni di video online, in crescita rispetto al 61% previsto per quest’anno», hanno precisato dall’agenzia media di Publicis, guidata da Jonathan Barnard, head of forecasting and director of global intelligence di Zenith, che ha spiegato come «le piattaforme video che sapranno catturare l’attenzione della maggior parte dei consumatori con i migliori contenuti saranno quelle che raccoglieranno i migliori frutti». E dal punto di vista dei marchi inserzionisti, è intervenuto Vittorio Bonori, global brand president di Zenith, «l’online video fornisce ai brand l’opportunità di utilizzare potenti tecnologie digitali per attirare consumatori, non come semplici segmenti demografici, ma in un ambiente ad alto coinvolgimento che rende la pubblicità televisiva così efficace per il brand building. Tv e online video sono complementari: la prima offre copertura ed esperienze condivise, mentre il secondo offre capacità di targeting e personalizzazione».
In questo scenario mondiale, l’Italia non fa eccezione con un +5% di pubblico nel 2016, sempre attratto da contenuti video su smartphone e tablet (circa 25 milioni di utenti al mese), e con una spesa pubblicitaria complessiva da 325 milioni di euro, su del 21% e pari al 16% di tutti gli investimenti in campagne promozionali.
Se la fruizione del pubblico da mobile si espande sia nella Penisola sia nel resto del globo, Zenith avverte però che oggi i budget degli investitori si concentrano ancora spesso sugli schermi di pc fissi, perché più grandi e inseriti in contesti meno dispersivi di quelli mobile, utilizzati in strada o su mezzi di trasporto pubblico, per esempio. Eppure entro fine 2018, la spesa su mobile supererà con i suoi 18 miliardi di dollari (15,7 mld di euro) quella su dispositivi fissi a quota 15 miliardi di dollari (13,1 mld di euro). Per quanto riguarda l’Italia, in particolare, la raccomandazione di Zenith punta sui format pubblicitari: oltre al pre-roll (prima dei contenuti video), la scelta può spaziare dagli overlay video ad (che appaiono sopra i contenuti) agli in-text video (all’interno per esempio di una pagina con un articolo). E tanto per confermare l’espansione e la pervasività dei video online, da Zenith concludono che anche le newsletter aziendali comprenderanno video contenuti.

Marco Livi, Italia Oggi

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