Djokovic lascia Uniqlo per vestire Lacoste

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Le grandi catene dell’abbigliamento casual, come H&M e Uniqlo, erano entrate trionfanti nel mondo del tennis, ingaggiando tennisti top come Novak Djokovic o Tomas Berdych. Ma, nel giro di qualche anno, hanno preferito lasciare nuovamente strada ai brand più classici, ritirandosi in buon ordine.
Già a inizio 2016 H&M aveva concluso la sua collaborazione con Berdych, passato ad Adidas.
E, con la fine del rapporto, avevano anche avuto termine le ironie che su tutto il circuito si facevano sui completini da tennis prodotti da H&M, non precisamente apprezzati.
Adesso anche Uniqlo non rinnova con Djokovic, il quale, dopo cinque anni con la catena giapponese (e il tennista nipponico Kei Nishikori rimane ultimo esponente di Uniqlo nel mondo Atp), firma un accordo con Lacoste, uno dei marchi storici dello sport della racchetta, che torna a investire pesantemente dopo qualche anno interlocutorio.
L’azienda francese del coccodrillo, oltre due miliardi di euro di fatturato, era infatti assente nella top ten maschile dai tempi di Andy Roddick, ex numero uno statunitense ritiratosi nel 2012.
Al momento vestono Lacoste giocatori buoni ma non di primissima fascia come Roberto Bautista-Agut, Benoit Paire, Pablo Cuevas, Jeremy Chardy, Nicolas Mahut, Julien Benneteau, e, tra le donne, Dominika Cibulkova e Alize Cornet. Ma con Djokovic, che debutterà con Lacoste nel prossimo torneo del Roland Garros (al via a Parigi il 28 maggio), si fa un bel salto di livello quanto a comunicazione nel mondo.
Il torneo di Roma, dove Djokovic ha appena perso in finale da Alexander Zverev, è quindi stato l’ultimo del tennista serbo con l’abbigliamento Uniqlo. Era stato così anche nel 2012, quando Nole aveva lasciato Sergio Tacchini proprio dopo Roma per passare al brand giapponese.
Un evento, quello del Foro italico conclusosi domenica, che ha battuto tutti i record: sia di spettatori (223 mila paganti, +9% sul 2016) e sia di incassi (12 milioni di euro, rispetto agli 11,7 milioni del 2016). Numeri importanti che dal 2019 potrebbero valere una promozione di Roma a torneo su quasi due settimane, tipo Indian Wells.
Tornando a Djokovic, non sono stati resi noti i termini economici dell’accordo con Lacoste. Si parla comunque di milioni di euro all’anno. Tanto per dare qualche termine di paragone, il numero uno in fatto di sponsor nel tennis, Roger Federer, porta a casa 50 milioni di dollari all’anno dalle sue 10 aziende sponsor. E da poche settimane i brand associati a Roger sono diventati 11, con l’ingresso di Barilla che, con un contratto pluriennale, verserà al campione svizzero ben 40 milioni di dollari complessivi.

di Claudio Plazzotta, Italia Oggi

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