L’hi-tech made in Italy al Circolo Polare Artico

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Fuori non fa certo caldo. Ma all’interno dovrà gestire una temperatura di -196 gradi. Condizioni estreme, quelle dell’impianto appena installato nel circolo polare artico da Barents NaturGass (BNG), un sito di stoccaggio di gas naturale liquefatto per cui è stata selezionata la tecnologia italiana.
Ad ottenere la commessa, che vale oltre un milione di euro, è la lombarda Vrv, parte di un gruppo da 120 milioni di ricavi con 700 addetti impegnata nei settori energetico/petrolchimico e criogenico.
«Si trattava di una gara mondiale – spiega il presidente Alessandro Spada – in cui ci siamo confrontati con concorrenti americani, europei e asiatici. Al di là del valore economico, si tratta di un bel segnale, che testimonia la capacità italiana di affrontare e superare anche sfide difficili, nella tecnologia e nella logistica».
Il maxi-serbatoio, che opera sotto vuoto e verrà messo in funzione a fine mese, è posizionato a meno di 100 km dal Polo nord, all’interno di Polarbase, dove BNG rifornisce di gas liquefatto le navi che transitano sulla rotta polare, con una capacità d1 1250 metri cubi di stoccaggio e la possibilità di erogare 90 tonnellate all’ora, sette giorni su sette, 24 ore al giorno.
«Per loro si tratta di un progetto assolutamente nuovo – aggiunge Spada – un investimento importantissimo che speriamo possa anche raddoppiare. Per realizzarlo abbiamo accelerato al massimo la nostra progettazione, realizzando la fornitura in appena nove mesi»
Fondata nel 1956, Vrv è impegnata nella realizzazione di apparati utilizzati nella produzione, distribuzione, stoccaggio e utilizzo finale di idrocarburi e gas industriali. È tra i maggiori produttori al mondo di serbatoi di stoccaggio criogenici e cisterne, con un export che supera l’80% dei ricavi,
Al quartier generale di Ornago, alle porte di Monza, si aggiungono altri stabilimenti produttivi in Italia, Francia e India, supportati dagli uffici negli Stati Uniti, Brasile, Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca, Malesia e Giordania.

Luca Orlando, Il Sole24Ore

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