Lavoro, italiani i meno soddisfatti in Europa

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I risultati di uno studio Adp: più di un quarto dei lavoratori chiede maggiore formazione

Come si sentono i lavoratori europei riguardo al futuro del lavoro, la competitività internazionale e la gestione del talento? È la domanda che ha posto Adp in uno studio recente che ha coinvolto circa 10mila dipendenti di otto Paesi. Il risultato? L’Italia è fanalino di coda con una quota del 65% di interrogati che si è detta soddisfatta o alquanto soddisfatti. Chi sta in testa alla classifica? La palma del vincitore va ai Paesi Bassi (76%), alla Polonia (74%) e alla Svizzera (73%) che si sono piazzate in cima alla classifica dei lavoratori più soddisfatti.
C’è un altro aspetto che emerge però e che è comune a tutti i Paesi interrogati. Riguarda le differenze di genere. È emerso infatti che gli uomini sono nettamente più soddisfatti delle donne (73% rispetto a un 67% del genere femminile). Un altro dato rilevato che sottolinea questa differenza riguarda l’aspetto motivazionale: le dipendenti di genere femminile hanno detto di essere meno ottimiste e meno supportate in termini di crescita professionale, rispetto a quanto registrato nel caso dei colleghi di genere maschile.
Solo una questione di soldi?
Motivazione e coinvolgimento dei dipendenti sono strettamente correlati, in quanto i dipendenti coinvolti diventano conseguentemente più motivati e più produttivi. Sebbene siano numerosi i fattori che contribuiscono alla motivazione e al coinvolgimento dei dipendenti, non sorprende, probabilmente, il fatto che gli intervistati abbiano indicato salario e retribuzione come i fattori più importanti. Quasi la metà (47%) dei dipendenti ha asserito che per loro si tratta del fattore motivante più importante, di gran lunga superiore a ogni altro.
Dopo i soldi, troviamo come secondo fattore in ordine di importanza, i rapporti con i colleghi, indicato da quasi un terzo (30%) dei dipendenti e seguito a ruota da un buon equilibrio tra lavoro e vita privata (28%) e quindi dall’apprezzamento o elogi da parte della dirigenza (19%). È preoccupante rilevare che un dipendente su 20 in tutta Europa (5%) dichiara di non avere attualmente alcuna motivazione o senso di coinvolgimento, una percentuale che arriva a quasi un dipendente su dieci in Francia.
Nicola Uva, Strategy e Marketing Director di ADP, ha commentato che: «I livelli di soddisfazione sono generalmente alti in tutta Europa, cosa che suggerisce il fatto che molte persone si sentono coinvolte nel proprio lavoro. Ciononostante, l’Italia è uno dei paesi con i risultati più bassi, ed è importante adoperarsi per migliorare la vita lavorativa degli impiegati. E’ riconosciuto infatti che i dipendenti soddisfatti siano anche più produttivi. Le aziende devono impegnarsi per assicurare che i propri impiegati siano felici, coinvolti e contenti del proprio ruolo. Il 27,8% dei lavoratori italiani intervistati chiede maggiore formazione, il 25,4% pensa che nella propria azienda si dovrebbe fare attenzione a reclutare maggiori talenti, il 26,4% chiede al proprio dipartimento HR di salvaguardare maggiormente la salute e il benessere dei lavoratori».

La Stampa

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