Vivendi, Bolloré sale al 26,3%. Ma punta già a quota 29%

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Le mosse del finanziere

Con l’uscita dei tre amministratori indipendenti dal consiglio di sorveglianza si rafforza il controllo su Vivendi da parte del suo principale azionista: Vincent Bolloré.
Il nuovo board sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea generale in agenda il 25 aprile.
In caso di voto favorevole, il consiglio avrà sei membri indipendenti (contro i nove precedenti), tre membri appartenenti al gruppo Bolloré e altri tre al management di Vivendi. Il gruppo Bolloré – rende noto la Amf, la Consob francese cui è stato comunicato il superamento delle soglie rilevanti- detiene ora il 20,65% del capitale di Vivendi, pari al 26,37% dei diritti di voto. Il rafforzamento della quota è la conseguenza della campagna acquisti, costata al finanziere bretone 1,5 miliardi di euro, che lo dovrebbe portare ad aprile a detenere il 29% dei diritti di voto di Vivendi. Che a sua volta detiene, in Italia, il 29,94% dei diritti di voto di Mediaset e il 23,9% di Telecom. Recentemente anche il figlio del finanziere bretone, Yannick Bolloré, aveva fatto il suo ingresso nel consiglio di sorveglianza, rimpiazzando Philippe Donnet, ora ad delle Generali.
Alcuni operatori avevano letto gli acquisti di Bolloré in Vivendi come una conseguenza del congelamento dell’alleanza con Mediaset. Ieri il titolo Vivendi è salito in Borsa dello 0,56% e quello del Biscione dell’1,7 per cento.

il Giornale

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