Agenzie stampa, sarà bando Ue

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Il governo deciso sull’ipotesi della gara europea. Attese lunedì le linee guida dell’appalto
L’Anticorruzione vigilerà sulla definizione delle procedure

Il governo gioca di anticipo e non esclude di presentare già lunedì prossimo le linee principali del bando di gara europeo per assegnare le convenzioni con le agenzie stampa che forniranno i notiziari alla presidenza del consiglio dei ministri, secondo quanto risulta a ItaliaOggi.
Lunedì, infatti, gli editori del settore incontreranno il ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti e in ogni caso non mancheranno argomenti su cui confrontarsi visto che negli ultimi giorni gli editori hanno ribadito, insieme a molti politici, i timori di ricadute occupazionali in Italia se il bando, e le relative risorse, sarà aperto alle testate straniere. Al momento però, il governo sembra deciso a continuare sulla strada del bando europeo e proprio ieri l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone) ha reso noto di aver «approvato la richiesta di supporto collaborativo avanzata dal Dipartimento per l’editoria» (Die, che risponde alla presidenza del consiglio dei ministri). È stato lo stesso Die ad aver richiesto un parere all’Anticorruzione sulle nuove procedure da seguire, dopo che il Tar del Lazio aveva annullato i parametri individuati dalla direttiva Lotti e dopo che il governo aveva deciso di non presentare ricorso per carenza di tempi tecnici secondo fonti vicine al governo (le attuali convenzioni già sotto proroga scadono a fine giugno).
Così è stato: l’Anac ha emesso il suo parere consultivo prospettando due opzioni, l’individuazione di lotti di gara distinti oppure la definizione di un accordo quadro. I primi servono, usualmente, per poter modellare meglio e diversificare la fornitura di servizi in base alle esigenze dell’ente che li richiede, il secondo punta a definire caratteristiche più generali dei servizi richiesti. Il governo oggi guidato da Paolo Gentiloni ha scelto la prima ipotesi (laddove la gara dev’essere europea vista la rilevanza degli importi) e ieri l’Anticorruzione ha assicurato «la massima attenzione sulla definizione delle procedure e auspica che nell’individuazione dei singoli lotti di gara sia consentita a tutti gli operatori del settore la più ampia partecipazione, nella doverosa salvaguardia del pluralismo dell’informazione e dei livelli occupazionali». Tutela del pluralismo dell’informazione e dei livelli occupazionali che anche il sindacato dei giornalisti Fnsi, guidato dal segretario generale Raffaele Lorusso, ha apprezzato pubblicamente ieri.
Ma se le risorse pubbliche restano sempre quelle (circa 36 milioni confermati per il periodo luglio 2017-luglio 2018) e tra i fornitori della presidenza del consiglio dei ministri si aggiungono testate straniere, si profila non solo «un problema di carattere occupazionale ma anche uno di controllo dell’informazione di un paese, un problema insomma di democrazia», ha dichiarato ieri Alessandro Pica, a.d. dell’Agi. In particolare «mi soffermo sulla necessità che il settore vada rimodernizzato», richiesta peraltro condivisa da gran parte del comparto che lamenta l’assenza di una visione strategica da parte del governo, necessaria però per avviare un riordino complessivo.
«Inoltre», prosegue Pica, «la domanda che noi poniamo alla presidenza del consiglio è come sarà garantita anche per noi la reciprocità europea e come possa essere garantita la libera concorrenza tra tutti i competitor in campo. Noi non possiamo offrire i nostri servizi al governo francese o a quello inglese. Com’è possibile che si possa affidare l’informazione libera del nostro paese ad attori dell’informazione straniera?». La conclusione è che «con l’idea di varare il bando europeo le agenzie italiane non hanno la possibilità di competere in modo libero sul mercato». Già in passato, poi, alcuni editori hanno ricordato che proprio il governo francese assicura alle testate transalpine contratti ad hoc di fornitura e argina lo sbarco di testate estere a Parigi (vedere ItaliaOggi del 22/2/2017).

di Marco A. Capisani, ItaliaOggi

 

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