Alitalia, il governo apre ai sindacati

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Ministro Calenda in pressing. Oggi salta l’incontro ma lo sciopero di domani

Il governo ha ottenuto dall’Alitalia la riapertura del confronto sindacale sul contratto.
Ieri sera, dalla sede di Assaereo – l’associazione di categoria, alla quale appartiene però la sola Alitalia – è partito l’invito a risedersi intorno a un tavolo. L’incontro è stato fissato per questo pomeriggio alle 16.30 nella stessa sede di Assaereo a Fiumicino. Ma, ricevuto l’invito, i sindacati hanno opposto un nuovo muro critico e, solo in tarda serata, hanno deciso di non presentarsi alla riunione. Motivo? Prima dell’incontro i rappresentanti dei lavoratori chiedono il ripristino a pieno titolo del contratto di lavoro, scaduto il 31 dicembre e «prorogato unilateralmente dall’azienda, come se si trattasse di un regolamento interno, così spiegano i rappresentanti dei lavoratori con l’esclusione delle norme sul pagamento degli scatti di anzianità». I sindacati vogliono che il contratto scaduto prosegua nella sua interezza fino alla firma di quello nuovo, e proprio a questo sembravano condizionare, ieri sera, lo sviluppo degli eventi. La situazione dunque è ancora confusa. L’unica certezza è che lo sciopero di domani, con la cancellazione del 60% dei voli, si svolgerà come previsto.
La giornata di ieri si è aperta con un incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e i vertici di Alitalia nell’intento di persuaderli a riaprire la trattativa sindacale sul contratto interrotta quasi due settimane fa. Lunedì, come si ricorderà, Calenda, insieme ai colleghi dei Trasporti e del Lavoro, aveva incontrato i sindacati. Il viceministro Teresa Bellanova a fine riunione si è espressa con chiarezza: «Credo che l’amministratore delegato Cramer Ball abbia colto la forza con cui il governo chiede ad Alitalia il ritorno ad un confronto con i sindacati». Poi ha aggiunto: «Alitalia ritiri il regolamento aziendale, si metta intorno a un tavolo con i sindacati e mantenga il vecchio contratto fino al rinnovo». Esattamente la tesi delle rappresentanze dei lavoratori.
Nel pomeriggio, l’azienda obtorto collo ha aderito alla richiesta del governo rinnovando l’invito ai sindacati perchè riprenda il confronto, nel fine ultimo del «rilancio della compagnia». Con una sottile precisazione: «Ferma restando la necessità di rinnovare il proprio modello di business, aumentando i ricavi e riducendo i costi, per rendere Alitalia competitiva ed economicamente sostenibile sul mercato». Tra le righe viene quindi ribadita la necessità di intervenire anche sul costo del lavoro, al di là delle specifiche tematiche contrattuali. Oggi sarà un’altra giornata molto delicata, durante la quale si capirà se tra azienda e sindacati riprenderà un minimo di dialogo. Ieri sera le posizioni erano ancora distanti e permeate da diffidenza reciproca. Domani, inoltre, lo sciopero non potrà che aggravare il clima complessivo. Alitalia, per ridurre i disagi a chi viaggia, ha inviato oltre 9mila mail e sms, contattato telefonicamente oltre 4.500 viaggiatori e rafforzato del 40% il numero di addetti al call center. Il piano ha permesso di riproteggere oltre il 90% dei passeggeri coinvolti.

Paolo Stefanato, il Giornale

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