Peserà meno e avrà cranio più piccolo: così lo smog influisce sulla salute di un nascituro

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L’inquinamento ambientale, considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la causa di almeno 12 milioni di decessi annui nel mondo, fa male soprattutto ai bambini. E le conseguenze, benché non sempre si consideri anche questo aspetto, sono significative fin dalla loro vita intrauterina. A lanciare l’avvertimento sono stati gli esperti riunitisi nei giorni scorsi a Milano, per il congresso internazionale «RespiraMI – Air pollution and our health».
INQUINAMENTO E INFANZIA
«I neonati esposti durante la gravidanza a livelli elevati di inquinamento possono presentare uno sviluppo intellettuale rallentato e un minore quoziente intellettivo», ha affermato Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico della Fondazione Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e autore del libro «Cambiamo Aria», scritto con la giornalista Margherita Fronte. Considerazioni a cui si sono aggiunte quelle di Marie Pedersen, docente di medicina ambientale e salute occupazionale all’Università di Copenhagen, secondo cui «l’inquinamento determina un peso più basso alla nascita e una riduzione delle misure del cranio».
Sbaglia chi pensa che i danni provocati dallo smog si limitino alla gravidanza. «Gli agenti inquinanti depositati nel tratto respiratorio possono raggiungere il sistema nervoso centrale, causando danni neurologici con meccanismi infiammatori e stress ossidativo, soprattutto nei bambini, nei quali il cervello non è ancora completamente sviluppato ed è quindi più indifeso», ha aggiunto Jordi Sunyer, docente di medicina preventiva e salute pubblica all’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Proprio il suo gruppo di ricerca, nei mesi scorsi, aveva rilevato che «negli alunni delle scuole elementari in cui l’inquinamento da traffico è maggiore, si è osservata una maggiore difficoltà cognitiva e disordini neuro-comportamentali, in particolare autismo».
DANNI ANCHE PER CHI VIVE NELLE PICCOLE CITTA’
I danni da smog non colpiscono però soltanto le grandi città, come Barcellona, ma anche zone in cui l’inquinamento potrebbe sembrare meno intenso. A Umea, nel nord della Svezia, il gruppo di ricerca di Anna Oudin ha condotto uno studio che ha confermato come l’inquinamento rappresenti «un chiaro fattore di rischio per infiammazione neuronale nei bambini. Le particelle inquinanti, superando le barriere nel sangue cerebrale, causano disordini psichiatrici. Nei bambini che vivono in zone della città a maggior inquinamento abbiamo registrato una maggiore prescrizione di farmaci per disturbi mentali, come sedativi, sonniferi e anti psicotici».
I danni neurologici provocati dall’inquinamento colpiscono soprattutto gli individui più fragili. Oltre a bambini e donne in gravidanza, bisogna aggiungere anche gli anziani. «L’esposizione all’inquinamento ha effetto anche sul sistema nervoso degli anziani e favorisce lo sviluppo di demenza», ha aggiunto Oudin. Come comportarsi di fronte a un simile scenario? Sergio Harari, direttore dell’Unità di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, ha spiegato che «le amministrazioni pubbliche dovrebbero impegnarsi per ridurre i livelli di inquinamento, visto che l’Europa e l’Italia non rispetta i valori indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Per il PM2,5 il limite annuale è ben due volte e mezzo maggiore rispetto a quello consigliato e, a dispetto del gran numero di morti che questo inquinante determina in Europa, neppure le revisioni legislative più recenti lo hanno abbassato. Non è sufficiente abbassare i limiti, se poi questi non vengono rispettati».
COME PROTEGGERE I BAMBINI?
Al momento non c’è modo di ridurre a zero i rischi legati allo smog per i bambini. Qualche accorgimento può però aiutare a limitare i danni. Andrebbe evitato che il proprio figlio rimanga a giocare per ore all’aria aperta in zone particolarmente trafficate. Relativamente al trasporto dei più piccoli, il marsupio è più efficace del passeggino: perché evita che il bambino cammini all’altezza dei tubi di scappamento delle auto. Frequentare i parchi è una regola sempre valida, mentre nei vari trasporti in auto in periodi di forte inquinamento è bene tenere i finestrini alzati. Meglio infine insegnare loro a respirare con il naso, dal momento che la mucosa è un ottimo filtro contro le particelle di media (e superiore) grandezza.

IL SECOLO XIX

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