Unicredit in rosso per il maxi aumento. Spread tocca quota 200, balzo del rischio-Francia

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Wall Street apre in lieve ribasso la giornata di contrattazioni, seguendo l’andamento negativo delle Borse europee in una giornata priva di spunti particolari per la Piazza newyorchese. Nel Vecchio Continente (qui l’andamento degli indici principali), intanto, la maglia nera resta Milano, dove il FTSE MIB è penalizzato dalle vendite sul settore bancario, sotto pressione nel giorno del via al maxi aumento di capitale da 13 miliardi di Unicredit.
L’attenzione degli operatori è anche rivolta al discorso del presidente della Bce, Mario Draghi, di fronte al Parlamento europeo. Draghi ha sottolineato che sono stati compiuti solo i primi passi per una ripresa della capacità di crescita economica e che i rischi maggiori per l’economia della zona euro restano al ribasso, soprattutto a causa di fattori globali. Nel corso di un intervento al Parlamento europeo, Draghi ha invitato a non «sottostimare la forza dell’impegno politico che ci ha tenuto insieme per 60 anni» perché ciò «sminuirebbe i progressi che abbiamo fatto». «Con la moneta unica abbiamo costruito legami che ci hanno fatto sopravvivere alla peggiore crisi economica dalla seconda guerra mondiale», ha detto ancora Draghi.
A Piazza Affari tutti gli occhi sono puntati sul delicato aumento di capitale di Unicredit che questa mattina ha avviato le operazioni per raccogliere 13 miliardi di euro: la partenza è stata sostanzialmente senza scosse significative, per poi invece perdere decisamente più terreno con l’azione ordinaria trattata in calo del 5% e il diritto in flessione (alle 16) del 15% (qui l’andamento). In pratica l’andamento delle ordinarie si è adeguato, in base ai rapporti di concambio, alla flessione dei diritti di opzione che saranno negoziati fino al 17 febbraio e saranno esercitabili fino al 23 febbraio. Nell’ambito del piano, di cui l’aumento è parte essenziale, intanto Unicredit ha raggiunto l’accordo con i sindacati sui 3900 esuberi previsti in Italia entro il 2024. La banca emetterà fino a 1.606.876.817 nuove azioni offrendole in opzione in un rapporto di 13 per ogni 5 possedute e i nuovi titoli saranno emessi a 8,09 euro per azione. Al lancio dell’operazione Unicredit ha sottoscritto un contratto di garanzia con un pool di istituti che si sono impegnati a sottoscrivere, disgiuntamente tra loro e senza vincolo di solidarietà, le azioni ordinarie di nuova emissione, eventualmente rimaste inoptate al termine dell’asta dei diritti inoptati, che si terrà successivamente al periodo di sottoscrizione, per un ammontare massimo pari al controvalore dell’offerta in opzione. Gli occhi sono puntati però sui soci storici di Unicredit e sul loro impegno ad aderire alla sottoscrizione di nuovi titoli
Sale Telecom dopo piano, giù Leonardo e Mediaset
Vivace Telecom Italia dopo i conti del IV trimestre, che hanno evidenziato un ebitda di 2,14 miliardi su ricavi per 5,09 miliardi e le indicazioni del piano 2019 con investimenti per 11 miliardi. Attesa nel pomeriggio la presentazione dei conti alla comunità finanziaria da parte dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo. In discesa fin dalle prime battute Mediaset dopo le dichiarazioni di Tarak Ben Ammar, consigliere di Vivendi ma da tempo vicino alla famiglia Berlusconi, secondo cui al momento il dialogo tra Cologno Monzese e Parigi sul riassetto del gruppo tv italiano sarebbe interrotto. In flessione Leonardo : secondo Il Sole 24 Ore è in stallo la cessione del 25% della jv missilistica Mbda ad Airbus e, secondo qualche operatore, difficilmente una soluzione sarà trovata prima del rinnovo del consiglio di amministrazione del gruppo aerospaziale.
Speculazione in calo su Generali, deboli tutti i bancari
Speculazione in discesa per Generali dopo che Intesa Sanpaolo ha fatto intendere che non è imminente una operazione sulla compagnia triestina: secondo quanto emerso nel week end il gruppo assicurativo starebbe riconsiderando la mossa difensiva di acquisto del 3% di Intesa Sanpaolo realizzata qualche settimana fa per limitare i margini di manovra del potenziale acquirente.
Dopo che Intesa nei giorni scorsi ha precisato di non avere allo studio alcuna offerta di scambio e di essere ancora in fase di analisi sull’opportunità di un rafforzamento nel settore assicurativo attraverso il Leone, Il Sole 24 Ore ha riportato nel week end l’intenzione da parte delle Generali di rivedere l’operazione di prestito titoli sul 3% di Intesa messa a punto nelle scorse settimane per limitare i margini di una eventuale manovra ostile. Il primo passo verrà discusso nel corso di un comitato investimenti e operazioni strategiche convocato per oggi, scrive Il Sole 24 Ore secondo cui l’obiettivo è mantenere il 3% in portafoglio ma attraverso strumenti finanziari più adeguati e meno onerosi.
Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, i broker hanno apprezzato i messaggi forniti da Messina nella presentazione dei conti: «Ci aspettiamo che Intesa valuti solo operazioni neutrali sul capitale e accrescitive degli utili per azione non compromettendo la sua storia nella politica dei dividendi (almeno 3,4 miliardi di euro le cedole previste sull’esercizio 2017, ndr) e il suo solido profilo di rischio» aggiungono gli analisti di Deutsche Bank.
In rosso molti bancari a cominciare da Banco Bpm e da Banca Pop Er, giù anche Ubi Banca. Prese di beneficio su Salvatore Ferragamo, venerdì ai massimi da un anno e mezzo dopo la presentazione del piano al 2020 da parte del nuovo ceo Eraldo Poletto.
Btp: rendimento sale a 2,3%. Si allarga lo spread Francia
Avvio di settimana in netto rialzo per lo spread BTp/Bund dopo il recupero messo a segno venerdì scorso. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005210650) e il pari scadenza tedesco ha infatti aperto a 187 punti base (dai 180 della chiusura di venerdì) per poi allargarsi ancora sopra 190, ai massimi da novembre e ora vola verso i 200 punti base raggiungendo quota 198, quasi venti punti base sopra la chiusura di venerdì e su livelli che non si vedevano da febbraio 2014. Le vendite sui BTp fanno schizzare anche il rendimento dei decennali italiani che adesso e’ al 2,32% (2,24% venerdi’).
Sono sotto pressione anche i Bonos spagnoli che accusano un differenziale di 136 punti base e, tra i paesi della core Europe, anche i decennali francesi che all’indomani del discorso di Marine Le Pen che ha evocato l’uscita della Francia dall’euro, segnano uno spread di 73 punti base dai Bund, al top da quattro anni.
In Germania aumentano gli ordini all’industria di dicembre
Gli ordini dell’industria manifatturiera tedesca sono saliti del 5,2% su mese a dicembre (indice destagionalizzato) e del 10,3% tendenziale (indice grezzo), secondo i dati diffusi da Destatis e ben oltre le attese. Gli ordini interni sono saliti del 6,7% su mese e quelli esteri del 3,9%; nell’area Euro sono saliti del 10%, mentre dagli altri paesi sono rimasti invariati su base congiunturale.
Sul mercato valutario, euro in leggera correzione sul biglietto verde Usa. Il cambio si attesta a 1,0753 da 1,0782 di venerdì sera. Petrolio in lieve rialzo a +0,3% a 54 dollari al barile per il contratto Wti marzo.

A. Fontana e P. Paronetto, Il Sole24Ore

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