Confcommercio, nel 2017 i consumi rallentano: +0,6%

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L’Outlook realizzato con il Censis evidenzia una perdita della fiducia delle famiglie, dovuta principalmente all’aumento della disoccupazione e alla modestissima crescita del reddito

Troppe preoccupazioni nel 2017: tra aumento della disoccupazione e incognite sul futuro dell’Italia, le famiglie hanno di nuovo paura di spendere. Confcommercio prevede un aumento dei consumi dello 0,6%, meno della metà rispetto all’1,3%-1,4% dello scorso anno. Il dato emerge dall’Outlook Italia presentato di Confcommercio-Censis presentato stamane a Roma. “Il 2017 si annuncia, purtroppo, come un anno di grandi incognite e rischi, soprattutto perchè la fiducia delle famiglie continua a ridursi e sarà difficilissimo consolidare il profilo crescente dei consumi che sono il traino agli investimenti”, dice il presidente dell’associazione dei commercianti Carlo Sangalli.
A preoccupare le famiglie c’è soprattutto il rallentamento dell’occupazione: secondo lo studio di Confcommercio quest’anno aumenterà solo dello 0,4%. Inoltre, gli indicatori mostrano anche una pesante frenata del reddito disponibile reale delle famiglie, che aumenterà di appena lo 0,3% a fronte di un +2,2% registrato nel 2016.
Solo un deciso taglio delle tasse, sostiene Confcommercio, potrebbe convincere gli italiani a spendere un po’ di più. Infatti da un sondaggio realizzato nell’ambito della ricerca emerge che questa è la priorità per migliorare la propria condizione economica per il 71,5% delle famiglie italiane. Per il 16,1% degli intervistati invece per migliorare la propria condizione economica sarebbero utili misure di contrasto alla povertà, per il 5,3% il contrasto alla criminalità e per il 7,1% la riforma istituzionale.
I livelli di fiducia delle famiglie sono lontanissimi dai tempi precrisi, ma anche il piccolo vantaggio messo a segno nel 2015, con un livello del 17,4%, si sta perdendo. Ferme persino le intenzioni di acquisto che comportano vantaggi fiscali: infatti nonostante la conferma del bonus ristrutturazione, il tasso a dicembre 2016 si ferma al 9,2%, proprio come l’anno scorso. Guadagnano un po’ le intenzioni di acquisto di eletttrodomestici, autovetture e mobili.
Nel 2016 il 58,7% degli italiani (contro il 63% del 2015) ha ridotto le spese per il tempo libero mentre la riduzione degli spostamenti motorizzati, lo scorso anno, ha interessato il 33% della popolazione contro il 41,1% del 2015. Le modifiche alle abitudini alimentari per risparmiare hanno interessato, nel 2016, il 40,4% degli italiani contro il 49% del 2015 mentre l’aumento degli acquisti presso gli hard discount nel 2016 è sceso al 44,7% contro il 46,9% del 2015. Gli acquisti di merce usata, lo scorso anno, sono saliti al 23,8% contro il 20% dell’anno precedente.
Però la formula bonus, secondo l’ufficio studi di Confcommercio, influenza poco le intenzioni di acquisto, non viene percepita come una vera riduzione delle tasse. Anzi, secondo il 64% degli imprenditori e il 56% dei consumatori la pressione fiscale è aumentata (il sondaggio risale al novembre 2016).

Rosaria Amato, La Repubblica

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