Borsa: Milano maglia nera con Ubi e Unicredit nel mirino, -1,9% Ftse Mib

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Euro debole, dollaro in rimonta. Vendite sui governativi (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 30 gen – Piazza Affari maglia nera in Europa complici le vendite sul settore bancario, e in particolare su Unicredit(-5,5%) e Ubi (-6,2%), mentre si attendono i dati sull’inflazione tedesca (domani quelli dell’Eurozona) con le sue possibili conseguenze sulle prossime mosse della Banca centrale europea. Intanto vanno sotto pressione i titoli governativi, con vendite che spingono i rendimenti del decennale italiano al 2,34%, quello spagnolo all’1,63% e quello tedesco allo 0,48% mentre la possibile fase di instabilita’ della politica italiana in caso di anticipato ritorno alle urne porta lo spread Btp/bund ad allargarsi fino a 185 punti base.
Il resto d’Europa arretra dello 0,7-0,8% per quanto riguarda le principali piazze azionarie, Milano cede l’1,9% nel Ftse Mib che torna sotto i 19mila punti ai minimi da oltre un mese.
Gli operatori citano l’imminenza dell’aumento di capitale di Unicredit, con l’incertezza sul prezzo di emissioni dei nuovi titoli per il rafforzamento da 13 miliardi di euro, e le prese di beneficio sugli altri bancari che potrebbero essere interessati da ricapitalizzazioni (a cominciare da Ubi che necessita di un intervento dopo l’acquisizione di Etruria, Carichieti e Banca Marche) come i fattori principali della correzione odierna del listino. Giu’ nel comparto anche Intesa Sanpaolo(-2,6%) in attesa che si chiariscano le intenzioni sulle Generali (-2%) e Bper (-2,7%) il cui amministratore delegato Alessandro Vandelli nel week end, parlando con Radiocor Plus, ha preannunciato un nuovo piano entro l’estate confermando la disponibilita’ a un confronto con CreVal per una possibile aggregazione.
Giu’ le utility, sempre sensibili ai movimenti dei titoli di Atato, vendite anche sui petroliferi a cominciare da Saipem (-4%). Eni cede meno dell’indice arretrando dell’1,3% dopo una partenza in calo del 5% provocata, secondo qualche operatore da un possibile errore tecnico nell’immissione di un ordine. Gli analisti di Mps Capital Services ricordano, come fattore negativo per il titolo, che venerdi’ un tribunale in Nigeria ha deciso di sospendere, temporaneamente, il controllo di una licenza rilasciata ad Eni e Royal Dutch Shell per un pozzo petrolifero off shore, in attesa del completamento di un’indagine di presunta corruzione per una cifra pari a 1,3 miliardi di dollari.
Dopo una mattinata in calo i prezzi del greggio sono tornati al rialzo e guadagnano lo 0,2% a 53,3 dollari al barile.
In netto recupero il dollaro mentre l’euro si mostra debole rispetto a tutte le principali divise: l’euro/dollaro si attesta a 1,063 (da 1,0696 venerdi’). L’euro/yen segna 121,96 (-0,9%). Il biglietto verde recupera mezzo punto percentuale sulla sterlina a 1,25 dollari per un pound.

IL SOLE 24ORE

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