Periscopio

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giornaliI bambini del Rigopiano sono sopravvissuti mangiando Nutella. E adesso chi glielo dice ai No Olio di palma? Antonio Satta. MF.

Il popolo ebraico, che ha dato all’umanità così tanto, ha ricevuto quasi sempre, in ritorno, persecuzioni, ingiustizie e violenza. Jonathan Pacifi ci, presidente del Jewish Economic Forum. il Foglio.

Ho fatto un corso di lettura veloce, ho imparato a leggere trasversalmente le pagine, velocissimamente. Sono riuscito a leggere Guerra e pace di Tolstoi in 20 minuti. Parlava della Russia. Woody Allen.

Non ho mai rincorso le donne degli altri perché, a causa delle mie dimensioni, non riesco a entrare negli armadi quando i mariti tornano all’improvviso. Bud Spencer, attore.

La prima ragazza che mi viene in mente è Lilly. Avevo nove anni e lei era più piccola di me di un anno. Abitava nel mio stesso palazzo. Ci incontrammo sul terrazzo in comune. Appena la vidi me ne innamorai. Inizialmente non mi degnò di uno sguardo, poi diventammo inseparabili. Luciano De Crescenzo, scrittore (Eleonora Barbieri). Il Giornale.

Ogni volta che un progresso economico appare, un posto di lavoro scompare perché le macchine hanno sempre avuto per missione di rimpiazzare gli uomini. Philippe Bouvard, Journal drôle et impertinent. J’ai Lu, 1997.

L’Europa deve diventare un attore, soprattutto in Medio oriente. Credo che una responsabilità speciale la debbano prendere Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia. Norbert Röttgen, presidente della Commissione affari esteri del Bundestag (Danilo Taino). Corsera.

I principali negozi online ti dicono persino quanti secondi mancano alla fine dell’offerta. Puntano sull’effetto regret, cioè sulla paura di doversi pentire per essersi lasciata scappare l’occasione di aver fatto un buon acquisto. Luigi Ferrari, docente di psicologia economica. la Repubblica.

Per quel che riguarda l’opposizione a sinistra, tenne il campo un marxismo, politicamente adulterato, che negli anni 70 avrebbe per di più avuto una riviviscenza intellettuale quasi totalizzante, senza riscontro in altri Paesi. Ai socialisti, poi, mancò quella riflessione di politica economica che gli scandinavi avevano già maturata politicamente negli anni 30, i francesi e i tedeschi nel secondo dopoguerra. I comunisti, infine, furono incapaci di compiere un effettivo mutamento del loro approccio ideologico, e accostarono altri approdi culturali per addizione, che non è la stessa cosa di un’intrinseca revisione. Piero Craveri, L’arte del non governo. Marsilio. Paolo Mieli (Corsera).

Sul giornale sei solo una firma. In televisione diventi anche una faccia. Più una faccia che una testa. Un tempo i giornalisti raggiungevano la notorietà dopo che avevano scritto almeno alcune migliaia di articoli. Da qualche anno basta un’ospitata ogni tanto nei talk show, magari con due parolacce e un po’ di strepiti in diretta, e chiunque si trasforma in personaggio. Che poi, a ben vedere, che cosa c’entrano i giornalisti con lo star system? Siamo pagati per dare notizie e commentarle, mica per metterci in tutù. Vittorio Feltri con Stefano Lorenzetto, Il Vittorioso. Marsilio, 2010.

Lavoro tutti i giorni, l’unica mia pigrizia è nel portare a compimento le cose. Ho sempre avuto tante idee immesse in fi le enciclopedici che perdo nel computer e che, come in un racconto borgesiano, nessuno troverà mai. Corrado Guzzanti, comico (Malcom Pagani). Il Fatto.

Mantengo profonda ammirazione per Camilla Cederna per la sua raffinatezza come cronista mondana dei costumi: ironica, elegante e implacabile. Quegli articoli sono tuttora un modello di giornalismo. Tuttavia ho un forte risentimento, verso di lei e verso me stesso, perché mi lasciai coinvolgere da Camilla, come tanti altri, nella sua dissennata campagna diffamatoria (spero in buona fede) contro un galantuomo, Giovanni Leone, all’epoca presidente della repubblica. Come altri superficiali stupidoni, abboccai, senza rendermi conto che alla radice c’era solo una moda sinistrorsa e giustizialista, che non mi apparteneva. Ho chiesto scusa tante volte, e le rinnovo qui. Poi, anche se sono anch’io molto critico verso l’Oriana, non mi piacquero le sue note volgari e offensive verso la Fallaci. Cesare Lanza. Alle 5 della sera.

Luciano Vincenzoni, il grande sceneggiatore, mi aveva raccontato che gli americani dopo aver visto i fi lm di Germi erano letteralmente impazziti. «È un genio, è un genio», dicevano. In Italia non tutti se ne erano accorti. Gastone Moschin, attore (Malcom Pagani). Il Fatto.

Il miglior fi lm su Cristo, per me, è Il Vangelo secondo Matteo, di Pier Paolo Pasolini. Quando ero giovane, volevo fare una versione contemporanea della storia di Cristo ambientata nelle case popolari e per le strade del centro di New York. Ma quando ho visto il fi lm di Pasolini, ho capito che quel fi lm era già stato fatto. Martin Scorsese, regista (Antonio Spadaro), Civiltà Cattolica.

Mi guardo nello specchio solo per non tagliarmi quando mi rado, ma non conosco neppure il colore dei miei occhi. Werner Herzog, regista di Fitzacarraldo (Riccardo Staglianò). ilvenerdì.

Lo scandalo degli animatori tv non è che sono troppo pagati, sono i telespettatori che lo sono troppo poco. Philippe Bouvard, Journal drôle et impertinent. J’ai lu, 1997.

L’altro giorno ho mangiato un’arancia e mi hanno detto che era stata raccolta dall’albero qui fuori. Non ci credevo. Io le arance, nella vita, le avevo viste solo al supermercato. Robert Dennis, docente di business English che si è trasferito e vive ad Agrigento (Laura Anello). La Stampa.

Si capisce che è un vizio anche il gusto di bere. Perfino il pregare è un vizio, secondo il mio vescovo Rovati. Molti lo fanno labialmente non impiegandovi più dei muscoli interessati a biascicare. L’anima ristagna miserella sotto quei bisbigli insulsi. Non si volgono gli occhi al cielo se non per indovinare l’ora traverso i finestroni del tempio. Gianni Brera, L’arcimatto. Longanesi, 1978.

Le orme parallele dei loro piedi nudi si disegnavano stampate fi n dove arrivava lo sguardo: il mare, in un punto le lasciava com’erano, senza toccarle; in un altro le lambiva appena, deformandole un po’; in un altro le lambiva con un velo d’acqua, si ritirava, le orme restavano semicancellate, poi ridotte a un minimo accenno, al pari di certi lontani ricordi, infi ne cancellate del tutto. Eugenio Corti, Il cavallo rosso. Edizioni Ares. 33ma edizione.

Qui giace Roberto Gervaso: «Scusate se vi ho fatto aspettare, ma avevo sbagliato data». Roberto Gervaso. Il Messaggero. © Riproduzione riservata

Paolo Siepi

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