Generali sale ancora in Borsa, la Consob sente le parti

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Prende quota tra gli addetti ai lavori l’opzione di una Ops da parte di Intesa Sanpaolo, che oggi celebra i dieci anni della sua fusione. Corre ancora Unicredit sulla possibilità di valorizzare la quota in Mediobanca

 L’operazione non è certo semplice, come sottolineano molti analisti nei loro report, ma intanto i ragionamenti procedono. La zampata di Intesa Sanpaolo sulle Generali resta il caso di Borsa del momento, mentre continuano gli interventi sui rating delle due società coinvolte in vista della possibile unione tra i due soggetti. Su Intesa Sanpaolo (segui il titolo), Hsbc ha abbassato il suo rating a ‘hold’ dal precedente ‘buy’, con target price a 2,44 euro. Su Generali (segui il titolo) invece interviene Deutsche Bank, che alza il suo rating a ‘hold’ dal precedente ‘sell’, anche Rbc alza il suo rating a ‘outperform’, con target price a 17,2 euro.
Ieri il cda del Leone ha ufficializzato l’attesa uscita di Alberto Minali (cfo e direttore generale) che passa le deleghe finanziarie a Luigi Lubelli, mentre le altre funzioni restano al ceo Philippe Donnet. A Minali vanno per il licenziamento oltre 5,77 milioni lordi complessivi, oltre alla parte di bonus per il triennio 2014-2016 ancora da quantificare. Riceverà infatti un’indennità di fine rapporto di 2,1 milioni (Generali parla di ‘severance’), ulteriori 2,1 milioni per il preavviso, 1 milione di bonus per il 2016, oltre a 500mila euro per gli impegni di non concorrenza (il manager è stato assistito dallo studio Trifirò, si è appreso).
Ma ovviamente l’attenzione è tutta sulle operazioni straordinarie, che hanno fatto accendere l’attenzione anche su Unicredit (il titolo) e Mediobanca (il titolo): a Piazza Affari la speculazione ha anche preso in considerazione uno scenario in cui Intesa potrebbe arrivare a Generali attraverso Mediobanca, che permetterebbe a Unicredit di valorizzare così la suq quota in Piazzetta Cuccia. Non è un caso che le azioni di Unicredit siano volate in questi giorni. L’opzione tecnica più plausibile resta comunque l’Offerta pubblica di scambio: una acquisizione fatta in carta, anche se l’andamento di Borsa divergente di questi giorni – tra Intesa e Generali – la sta rendendo più onerosa per la Ca’ de Sass.
Quest’ultima celebra oggi i dieci anni della sua fusione, in un appuntamento diventato carico di significato proprio perché potrebbe lanciare una acquisizione dalla portata storica: “Abbiamo totale fiducia nel management e siamo assolutamente a favore delle strategie di crescita della banca”, ha detto Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo (primo azionista della banca al 9,34%) dando pieno sostegno ai manager dell’istituto per operazioni per la crescita. Dall’estero, la presunta interessata Axa ha fatto un passo di lato, tramite le dichiarazioni del suo ceo Buberl: ha fatto sapere di non essere interessata ad acquisire grandi competitor esteri.
Sono intanto iniziate con Intesa le audizioni in Consob: una delegazione di quattro rappresentanti della banca, guidati dal direttore finanziario Stefano Del Punta, è stata sentita mercoledì per meno di un’ora dai funzionari della Commissione nella sede milanese dell’authority. Oggi tocca a Unicredit e a Generali. Venerdì pomeriggio è poi in agenda il consiglio di Intesa Sanpaolo, originariamente convocato sul budget per il 2017, anche se l’attesa ovviamente è che su Generali ci sia un giro d’orizzonti.
Repubblica

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