Irregolarità contabili in Italia, crolla in borsa British Telecom

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Stime riviste al ribasso per 200 milioni, il titolo è arrivato a cedere oltre 18 punti

British Telecom inciampa in Italia. Irregolarità contabili nella filiale italiana hanno costretto il colosso inglese delle telecomunicazioni a tagliare pesantemente le proprie stime sul fatturato e sugli utili. Le attese sul giro d’affari sono state riviste al ribasso per 200 milioni di sterline mentre quelle sull’ utile sono state abbassate di 175 milioni. Le irregolarità peseranno anche sul prossimo anno così che per la società è prevista ormai una crescita stagnante. La notizia ha subito allarmato la Borsa di Londra dove, in mattinata, il titolo è arrivato a cedere oltre 18 punti percentuali a 311,56 sterline. La caduta per le azioni, finora tra le più stabili sulla piazza londinese, potrebbe non arrestarsi perché gli osservatori temono che dall’ Italia possano arrivare altre cattive sorprese.
Si temono bilanci gonfiati nella filiale italiana. Le conseguenze sono più grandi del previsto. Dopo aver rilevato i «guai» contabili BT è stata infatti costretta a triplicare le sue svalutazione che passano così da 145 a circa 530 milioni di sterline (615 milioni di sterline). Le irregolarità nel nostro Paese erano inizialmente emerse in autunno ma la loro gravità non era stata calcolata a pieno. Questa mattina, una nota della società ha annunciato che una più approfondita indagine interna ha rivelato «comportamenti inadeguati», «pratiche contabili scorrette e una complessa serie di transazioni improprie» di portata ben maggiore che «hanno condotto alla sovrastima degli utili nel business italiano nel corso di un certo numero di anni». «Siamo profondamente delusi delle pratiche improprie rilevate nel nostro business italiano» ha detto il Ceo Gavin Patterson spiegando di prendere il caso «molto seriamente». Il Ceo ha anche fatto sapere che sono stati sospesi una serie di senior manager e che è stato nominato un nuovo amministratore delegato di Bt Italia. Assumerà l’incarico il prossimo 1 febbraio.

di Sandra Riccio, La Stampa

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