I giornalisti di Sky Tg 24: “No al trasferimento a Milano”. La minaccia dello sciopero

Sarah Varetto durante la conferenza stampa di presentazione delle novita' firmate Sky Tg 24, al Museo Maxxi di Roma, 23 gennaio 2015. ANSA/ STRINGER
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Voto unanime dell’assemblea dei cronisti dopo l’annuncio della pay-tv che vuole spostare in Lombardia l’intero canale all news. Redazione in stato di agitazione. Il Pd a Calenda: intervenga il governo. Il ministro: convoco il tavolo. Il sindaco Sala: siamo noi la vera Capitale dell’informazione

sarah varetto

Con un voto all’unanimità, l’assemblea dei giornalisti di Sky Tg 24 rifiuta il piano Zappia per il trasferimento del tg a Milano. Nelle mani del comitato di redazione (la rappresentanza sindacale interna), l’assemblea consegna un pacchetto di quattro giorni di sciopero. Proclamato lo stato di agitazione. L’assemblea, durata oltre 4 ore, è stata aperta da un intervento della direttrice del telegiornale Sarah Varetto.
Decine di cronisti e dipendenti della pay-tv mostravano cartelli con su scritto “Sky deve restare a Roma” e “No ai tagli” (l’azienda indica in 200 gli esuberi complessivi; di questi 12 sono giornalisti con sede di lavoro nella Capitale).
Già alla vigilia dell’assemblea, il comitato di redazione ha scritto: “Abbiamo espresso all’azienda la nostra contrarietà al trasferimento. Sradicherebbe un telegiornale che fin dalla prima edizione nel 2003 va in onda da Roma e che, nella Capitale, ha costruito la sua credibilità dimostrando di essere un protagonista del panorama informativo italiano”.
L’annuncio dell’azienda – 310 dipendenti a Milano e 200 esuberi – mobilita il Partito Democratico, che chiama in causa il ministro Calenda (Sviluppo economico). “Riteniamo che il governo come per altre vertenze debba intervenire per un’ulteriore fase di confronto”, scrivono i deputati Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, Roberto Morassut, Marco Miccoli e Ileana Piazzoni in una lettera indirizzata al ministro.
“Parliamo di una misura – aggiungono – che interessa oltre 500 operatori. Sono numeri rilevanti che necessitano di una sede di confronto terza perché ci sono situazioni che vanno adeguatamente affrontate”. E il ministro risponde via e-mail: “Convoco il tavolo”.
Sky a Milano fa gioire il sindaco progressista della città: “La nostra – dice Giuseppe Sala – è la vera Capitale dell’informazione”, un luogo ideale “per i media soprattutto se a vocazione multimediale. Alla luce della notizia su Sky, spero che anche la Rai si dia una mossa e rafforzi la sua presenza qui a Milano”.
Ribatte ancora Anzaldi (del Pd): “Il sindaco di Milano Sala fa bene il suo lavoro, anche al costo di cadere in una forma di campanilismo senza alcuna base concreta. Milano è una grande città ben amministrata e che ha avuto un susseguirsi di ottime amministrazioni. Ma è inequivocabile a tutti che l’informazione deve stare dove sono i palazzi del governo e delle istituzioni. In altre parole, dov’è la Capitale d’Italia”.
Il vice presidente della Camera Roberto Giachetti, consigliere comunale a Roma, sempre del Pd, prende di mira il sindaco grillino Raggi: “Tra Tim, Almaviva e Sky, migliaia di posti di lavoro se ne vanno dalla nostra città. L’amministrazione è immobile. Che futuro abbiamo?”.
Ecco il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Noi come Regione garantiamo e garantiremo, come abbiamo sempre fatto, tutti gli strumenti possibili per impedire questa ulteriore grave perdita per la città. Però, questa è solo una parte di una vicenda molto più complessa: Roma purtroppo sta perdendo la propria vitalità e la propria capacità attrattiva. O tutte le Istituzioni iniziano a fare la propria parte o di trasferimenti come quelli di Sky ne vedremo sempre di più”.
Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) su Facebook: “Auspichiamo che la dirigenza Sky riveda questa decisione invitando tutte le forze politiche, a cominciare dal governo nazionale e comunale, a lavorare per questo”.
A proposito di Rai, dice la sua il segretario dei giornalisti del servizio pubblico, Vittorio Di Trapani: “L’annuncio di 200 esuberi e di 300 trasferimenti a Sky è incomprensibile, quanto grave. Una decisione del genere deve essere giustificata da motivazioni economiche molto chiare e inconfutabili. L’impressione è che in realtà sia solo l’ennesima prova di forza contro i lavoratori e i sindacati. Non a caso l’ad di Sky ha ritirato fuori il trito e ritrito presunto problema di regole obsolete”.

di ALDO FONTANAROSA, La Repubblica

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