‘Bibbia pagana’, la titanica impresa di Giorgio Dell’Arti

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E se i miti e le leggende dell’antica Grecia fossero racchiusi in un unico romanzo? Ci è riuscito Giorgio Dell’Arti, con un libro che mescola il colto e il popolare

di Giorgia Salvatori

“Gli antichi narratori non riuscirono mai a collegare le singole storie della mitologia eroica in un solo grande racconto”. Queste sono le prime parole che si leggono, dopo la dedica dell’autore Giorgio Dell’Arti alle figlie Lucrezia e Arianna, aprendo il romanzo “Bibbia Pagana” (Edizione Clichy, 19 euro). La citazione è di Károly Kerényi, filologo e storico delle religioni ungherese ritenuto tra i fondatori degli studi moderni della mitologia greca.
Forse Dell’Atri ha scelto proprio questa citazione per sottolineare l’immenso lavoro che ha portato a compimento: romanzare la molteplicità di miti e leggende della letteratura greca in un’unica e non troppo lunga (475 pagine) storia che abbia un inizio, uno svolgimento ed una fine.
Ogni vicenda è narrata in piccoli paragrafi, ognuno con un proprio titolo, e si ha l’impressione di sfogliare una vera Bibbia della mitologia greca: una “Bibbia pagana”, come suggerisce il nome del libro.
La narrazione comincia con il padre di tutti gli dei dell’Olimpo, Zeus, che ordina all’arciere Orione e a sua madre Artemide di andare a caccia di elefanti libici per ottenere i fulmini che questi ultimi catturavano con la loro proboscide e stipavano in una scatola posta dietro agli occhi.
Tra i miti raccontati c’è quello famoso della “Spartizione del mondo” in cui Zeus, Ade e Poseidone si dividono il mondo dei vivi, quello dei morti e quello marino, ma anche quello meno conosciuto della “Creazioni dei Ciclopi”, nati perché alcuni dei suddetti elefanti libici decisero di donare spontaneamente i propri fulmini a Zeus, facendosi tagliare la proboscide e rivelando un terzo occhio centrale. Il romanzo trova la sua conclusione con la storia di Elena e Paride, che in una notte di 3.500 anni fa, scapparono insieme dal palazzo di Menelao, con il benestare dell’onnipotente – e onnipresente in questo volume – Zeus.
Le storie si intrecciano sapientemente le une con le altre, creando quindi la narrazione tipica del romanzo, con un linguaggio di facile fruizione ma allo stesso tempo ricercato, a tratti aulico.
Giorgio Dell’Arti, classe 1945, giornalista catanese e conduttore radiofonico, con “Bibbia Pagana”, sua quarta opera letteraria, prova a compiere un’impresa titanica (il termine calza a pennello) e mai tentata prima: rendere la cultura classica alla portata di tutti, raccontandola sotto forma del genere letterario popolare per eccellenza – il romanzo –, e riuscendoci appieno.
Per gli appassionati di mitologia “Bibbia pagana” è un libro da non lasciarsi scappare, nonché la giusta occasione per leggere in un modo completamente nuovo le storie leggendarie dell’antica Grecia; per chi invece non conosce la materia, sappiate che un romanzo è sicuramente il modo perfetto per avvicinarsi a questo affascinante mondo.

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