Bolloré e la doppia Opa amichevole Il piano di Natixis su Mediaset

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«Per uscire dallo stallo» a Fininvest verrebbe trasferito il 51% delle televisioni in chiaro L’operazione costerebbe ai francesi, secondo le stime della banca transalpina, 2,8 miliardi di euro

La premessa sta proprio all’inizio della nota giornaliera della banca d’affari transalpina Natixis: «Le relazioni tra Vivendi e Fininvest sono tese e al momento un accordo non è all’orizzonte». Ma l’istituto che ha aiutato il gruppo di Vincent Bolloré a passare dal 3% al 29,77% dei diritti di voto di Mediaset, nel giro di poco tempo, ha ipotizzato uno scenario che potrebbe portare a un «compromesso»: una doppia Opa amichevole a Milano e Madrid sulla capogruppo Mediaset e sulla controllata Mediaset Espana, seguita dal trasferimento del 51% delle televisioni in chiaro a Fininvest.
Di fatto la situazione è in stallo perché sia Vivendi sia Fininvest (che ha il 39,8% di Mediaset) hanno «quote limite» di titoli oltre alle quali scatterebbe l’Opa obbligatoria. Come porre fine a questa guerra di posizione? Secondo gli analisti di Natixis, Jerome Bodin e Pavel Govciyan, la soluzione da loro ipotizzata permetterebbe alla famiglia Berlusconi di continuare a gestire le televisioni storiche mentre Vivendi potrebbe consolidare i restanti asset (pay tv, produzione e diritti). In pratica Vivendi terrebbe per sé il 100% dei Premium e il 100% delle attività di produzione televisiva come Medusa e Taodue, mentre la tv in chiaro finirebbe in un veicolo controllato al 51% da Fininvest e al 49% da Vivendi. Questo riassetto prevede anche un’opzione «call» che permetterebbe ai francesi di assumere il controllo anche di queste attività entro 3-5 anni consentendo a Fininvest di entrare nell’azionariato del gruppo francese come secondo socio alle spalle di Vincent Bolloré. Per realizzare un’operazione di questo tipo Natixis stima un investimento iniziale di 2,8 miliardi da parte dei francesi, quindi assai meno dei 7 miliardi (cifra massima) ipotizzati in caso di Opa su Mediaset Espana e su Ei Tower.
La separazione delle attività di Mediaset è un’ipotesi che sta prendendo piede tra gli analisti. Nei giorni scorsi ne aveva valutato l’opportunità anche Mediobanca Securities, considerando un’eventuale cessione di Premium (ribadita anche ieri nelle Morning news) per ridurre l’incidenza di Mediaset nel Sistema integrato delle telecomunicazioni (Sic) sotto il 10%. Il titolo Mediaset, dopo la corsa dei giorni scorsi, ha perso l’1,2% ieri pur mantenendosi sopra quota 4 euro, sui massimi da oltre un anno. Una seduta di prese di beneficio caratterizzata però, osservano gli analisti, da volumi di scambio che sono tornati a farsi significativi. E c’è chi osserva come l’ipotesi della doppia Opa amichevole da parte di Vivendi sia stata presa freddamente dal mercato. Del resto sono i giorni dell’attesa, finché i giocatori non faranno le loro mosse. A metà gennaio il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi presenterà il piano triennale «Med 2020» agli investitori internazionali a Londra. Sarà l’occasione per spiegare le strategie industriali di Mediaset a cominciare da quelle sulla tv tradizionale free e su quella a pagamento. Pare invece sfumata l’ipotesi che Vivendi possa chiedere la convocazione di un’assemblea.

di Francesca Basso, Il Corriere

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