Web a misura di mobile

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Il sito che non funziona diventa un boomerang

«Il sito internet di un’azienda deve essere visibile correttamente da mobile, altrimenti il posizionamento ne potrebbe risentire. Adesso per Google il mobile ha una priorità rispetto al desktop, perché gli utenti usano molto di più lo smartphone rispetto al desktop»: è solo uno dei tanti consigli offerti dal primo workshop per approfondire le potenzialità del marketing online per le piccole e medie imprese. È stata Federpubblicità, l’associazione (presidente Nevio Ronconi, coordinatore nazionale Ermanno Anselmi) di operatori del settore advertising, aderente a Confesercenti, a dare a Roma il via a una serie di workshop per aggiornare le conoscenze e competenze relative all’evoluzione del marketing nel digitale, dal seo al programmatic advertising, uno dei settori più dinamici della pubblicità online, analizzando le opportunità e i vantaggi offerti dai nuovi strumenti, mezzi e piattaforme software in uso.
Co-founder di Bem-Research, Mariachiara Marsella ha elencato una serie di «trucchi» utili per le pmi in tema di marketing, a cominciare dall’utilità di dare vita a un sito o fare marketplace con un colosso delle vendite online.
Quanto conviene a un’azienda avviare un sito di e-commerce? Non è meglio andare su Amazon o eBay? «Un consulente deve occuparsi della competition, ma appurando che siano quelli online. Per molti clienti il competitor non è quello su internet, ma chi ha il negozio vicino», ha detto Marsella. Il «tracciamento degli obiettivi» è importante per non perdere soldi creando siti inutili. E anche sapere «che cosa fanno le persone da mobile: utilizzano i motori di ricerca, i social e le mail. Ci sono aziende che fanno mail marketing: ma farlo senza avere un sito responsive è un costo. Se consideriamo che molti guardano mail da mobile, e nella mail ho messo il link del sito web, e quel sito non funziona o non è correttamente navigabile da mobile, quello che ho fatto è un boomerang. La prossima mail il potenziale cliente non la guarderà nemmeno».
Così, occorre capire cosa fanno «le persone quando guardano la televisione. Chi vede la pubblicità in tv, cerca online il prodotto. Magari faccio uno spot molto bello, ma il sito web non è accattivante o non è usabile, con un ritorno negativo». Per Marsella, «ogni giorno accediamo a internet, per avere informazioni, cercando conferme di quello che vediamo su altri canali, come la televisione. La platea interessata ai prodotti punta subito ai motori di ricerca: è qui che bisogna essere presenti, correttamente. Una volta se la società Neri produceva fogli bianchi, anni fa il consiglio era di creare una pagina internet intitolata “fogli bianchi”, oggi invece va creata la pagina “Neri”, perché ora è il brand che conta».

di Gianfranco Ferroni, Italia Oggi