Lo spread resta sotto pressione a 200 punti, Borse europee incerte

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Dopo il balzo di ieri, il differenziale Btp-Bund resta osservato speciale. Padoan: “Rialzo sgarbato, ma la riduzione del debito resta centrale”. Piatta MIlano. Fca sospesa dopo l’inchiesta francese sulle emissioni. Frenata della produzione industriale tedesca dopo gli ottimi dati di ieri sugli ordinativi. Euro ancora debole sul dollaro. Chiusura in calo per Tokyo

È lo spread l’osservato speciale di oggi sui mercati, dopo che ieri il differenziale dei Btp decennali sugli omologhi Bund tedeschi ha registrato un’impennata di quasi 20 punti percentuali, chiudendo a quota 201, a livelli mai visti da febbraio 2014. Oggi lo spread apre di nuovo in allargamento, poi ritraccia poco sotto 200 punti base con il rendimento del decennale italiano in lieve calo al 2,33%. “Le vicende di questi ultimi giorni e di queste ultime ore ci ricordano in modo sgarbato come un Paese ad alto debito non possa non occuparsi della sua discesa”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.”Per il governo la riduzione del debito resta un obiettivo centrale”. A contribuire alle tensioni suoi titoli di Stato, la minaccia Frexit evocata da Marine Le Pen, lo spettro di un’Europa divisa dopo le parole di Angela Merkel, che ha auspicato un’Unione a due velocità e le incertezze sulla stabilità di alcuni governi, primo fra tutti quello italiano.
Piazza Affari è piatta dopo un avvio in leggera flessione. Nervosa Fca, che viene anche sospesa in avvio di contrattazioni dopo che ieri le autorità francesi hanno ipotizzato l’apertura di un’inchiesta per le anomalie nelle emissioni di alcuni veicoli diesel. Il titolo torna poi agli scambi restando debole. Flessione generale per tutti i titoli del comparto bancario. La possibile scalata di Intesa a Generali continua a tenere banco, ma Ca’ de Sass continua a mostrarsi pubblicamente molto cauta. “Non hanno niente da cui difendersi”. ha risposto il presidente di Intesa SanPaolo Gian Maria Gros-Pietro a chi gli chiedeva se i vertici dell’istituto avessero letto come difensiva l’acquisizione del 3% dei diritti di voto della banca da parte di Generali. “Se ci sarà una valutazione di opportunità a fare delle combinazioni con Generali lo faremo sapere. E allora, poi, il mercato potrà giudicare”.
Anche le altre Borse europee partono deboli, poi migliorano: Londra guadagna 0,5%, Francoforte lo 0,3% mentre Parigi resta sulla pari. Prosegue invece la fase di indebolimento dell’euro. La moneta europea viene scambiata questa mattina a 1,0663 dollari dopo che ieri il presidente della Banca Centrale Mario Draghi ha difeso a spada tratta la divisa unica ricordando che l’euro “ci tiene uniti in tempi di chiusure nazionali”.
Sul fronte degli appuntamenti macroeconomici è molto sotto le attese il dato sulla produzione industriale tedesca di dicembre: l’indice è sceso del 3% rispetto al mese precedente quando era salito dello 0,5%, lontanissimo dal +0,3% atteso dagli analisrti di Bloomberg. Si tratta del peggior calo dal 2009. Un dato in controtendenza con quello degli ordinativi diffuso ieri e sempre relativo al mese di dicembre che si è rivelato molto al di sopra delle previsioni degli analisti. L’Istat annota un miglioramento delle prospettive economiche per l’Italia, nella sua nota mensile, mentre nel pomeriggio arriverà l’aggiornamento sulla bilancia commerciale statunitense.
Il petrolio apre in rialzo a Londra. Un barile di greggio Brent per la consegna ad aprile vale 55,85 dollari, in rialzo dello 0,23% sulla fine della sessione di ieri. Chiusura debole, ieri, per la Borsa di Wall Street con l’indice Dow Jones che segna una flessione dello 0,09% a 20.052,42 punti, mentre il Nasdaq cede lo 0,06% a 5.664 e l’indice S&P lascia sul terreno lo 0,21% a 2.292,56 punti.
L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,35% a 18.910,78 punti. Il mercato azionario giapponese si è indirizzato al ribasso, nel quadro di un rilancio del ruolo dello yen come bene-rifugio.
La divisa nipponica è salita ai massimi da due mesi sul dollaro e ai massimi da oltre un mese sull’euro. Il ritorno di una certa avversione al rischio ha penalizzato altre piazze azionarie asiatiche, appesantite anche dal precedente arretramento di Wall Street e delle Borse europee.

La Repubblica