Genova, Capodanno record per i turisti: gli stranieri sorpassano gli italiani

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Aumentano i soggiorni, per Genova in vista il traguardo dei tre milioni di visitatori

Ora i turisti stranieri sorpassano gli italiani. Lo avevano già fatto lo scorso anno, per quanto riguardava i singoli arrivi. Ora potrebbero farlo anche sul fronte delle presenze (in cui si calcolano i pernottamenti). Numeri alla mano, mentre si confida in un Capodanno “sold out”, a ottobre il numero degli arrivi è cresciuto dell’1 per cento e quello delle presenze del 7,6. Il 2015 si chiuse per Genova con il numero record di 825.471 arrivi, di cui 405.323 italiani e 420.148 stranieri. E a questi bisognava aggiungere i croceristi, circa un milione, e i cosiddetti “day visitors”, i turisti da un giorno, un altro milione. Totale, poco meno di tre milioni Nelle presenze, invece, fu ancora preponderante, anche se di poco, il numero di italiani, 850.326 contro gli 802.391 stranieri, per un totale di 1,652.717 milioni.
Se il trend di crescita sarà confermato per quanto riguarda le presenze, l’anno si chiuderà attorno a quota un milione e ottocentomila. Di certo non si può pensare che sia il turismo l’unica gamba su cui far correre Genova. Ma è un dato di fatto che, all’interno di quel mix economico in grado di ricreare ricchezza e lavoro, non ci sono altri settori così tonici come appunto quello turistico. Merito di una città che, lentamente e con fatica, ha ripreso a promuoversi puntando sulle sue “bellezze permanenti”, non solo l’Acquario, che resta una delle principali attrazioni turistiche del Paese, ma anche il Galata e poi risalendo San Lorenzo, il Palazzo Ducale, i musei di via Garibaldi, su fino alla corona dei forti. «Eh sì — riflette l’assessore al Turismo del Comune di Genova Carla Sibilla — Questa città ha punti di forza naturali, come i suoi palazzi, le sue strade, i suoi luoghi di incontro, di arte, di cultura, e poi quando è in grado di offrire a dicembre giornate primaverili come queste è davvero unica. Con questo non ci nascondiamo certo le pecche, che ancora esistono. Sappiamo bene che il lavoro da fare è enorme, ma dal 2012, quando questa giunta ha iniziato a lavorare sul rilancio turistico, fino a oggi sarebbe ingiusto nascondere i risultati ottenuti». I bilanci definitivi di questo 2017 che sta per andare in archivio si potranno giocoforza fare soltanto la prossima settimana. Ma l’impressione è che si possa andare verso un Capodanno “sold out” in città, con gli alberghi che nei giorni scorsi erano già pieni all’ottanta per cento e tante prenotazioni in arrivo. «Il lavoro svolto dagli albergatori è stato ed è importantissimo, ma paga soprattutto la sinergia con le istituzioni — continua Sibilla — E il gioco di squadra alla fine dà i suoi risultati. Fino a pochi anni fa le feste di Natale non erano il periodo migliore, vista la concorrenza della montagna o di altri luoghi. Già l’anno scorso abbiamo visto che possiamo essere competitivi anche in questo periodo».
Sono soprattutto gli stranieri a crescere, europei ed extraeuropei, francesi, tedeschi, inglesi, spagnoli in recupero, russi, ma anche americani, cinesi e giapponesi. «Puntiamo ad avere la città così vivace e internazionale fino all’ultimo ponte dell’Epifania — continua l’assessore Sibilla — Il lavoro fatto su una promozione di qualità garantisce un turismo di fascia media e medio-alta. Una strategia, peraltro, che ci consente di spalmare su tutti i dodici mesi le presenze turistiche, in modo costante, con gli stranieri ormai stabilmente sopra il cinquanta per cento». Sicuramente a favorire la ripresa del turismo sono anche le tensioni internazionali che inducono a scelte nazionali, ma anche da questo punto di vista la crescita di Genova è più marcata. «È vero — chiude Carla Sibilla — Credo che sia il frutto di un lavoro iniziato da questa giunta nel 2012, allora i dati erano in calo e c’era una crisi del mercato domestico. C’è stato un lavoro metodologico che ha dato risultati di crescita costanti. Dobbiamo crescere ancora, essere meglio collegati con il mondo, ma il grande lavoro di coesione con la Camera di Commercio, le associazioni di categoria e quelle culturali ci assicura questi risultati, che sono sotto gli occhi di tutti e sono visibili chiaramente. E non soltanto nelle feste di Natale».

Massimo Minella, La Repubblica

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