Kang Health, la comunità online dove condividere sintomi e diagnosi delle malattie

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Nata da poco a New York, la start-up ha già raccolto 3,3 milioni di dollari da un fondo privato di investimento. L’idea è semplice ma rivoluzionaria: creare un database dedicato alle informazioni mediche per aiutare pazienti e specialisti

Un mal di testa incessante, un ticchettio dietro l’orecchio e subito ci mettiamo davanti al computer alla ricerca di una spiegazione per quei sintomi che non ci fanno dormire la notte. Oltre a Google, la soluzione al problema potrebbe arrivare da Kang Health: una piattaforma che permette agli utenti di venire a conoscenza delle esperienze degli altri e delle terapie che hanno scelto. In modo da poter capire come approcciarsi alle proprie patologie e soprattutto fare le domande giuste al medico.
Insomma, nelle intenzioni del suo fondatore Allon Bloch, la start up (con sede a New York) utilizzerà i dati inseriti per diventare un database dedicato alle informazioni mediche. Sia per i pazienti che per i medici stessi, i quali possono arrivarci attraverso un motore di ricerca interno. Basta che l’utente inserisca anonimamente sesso, età e sintomi e Kang Health fornirà risultati basati sulle esperienze degli altri utilizzatori della piattaforma. In particolare per quanto riguarda la riuscita o il fallimento delle terapie per curare e tenere sotto controllo le possibili malattie. Il tutto confermato da due medici che fanno parte dello staff dell’azienda.
«Vogliamo fornire alle persone la possibilità di comprendere il proprio stato di salute, di scegliere il trattamento e vedere i risultati che hanno ottenuto gli altri utenti. Dotati di una maggiore comprensione, i pazienti possono interagire meglio con il proprio medico e infine condividere le informazioni ricevute», ha dichiarato lo stesso Bloch a Business Insider. In poche parole, Kang Health non vuole dispensare consigli o sostituirsi alla professione medica, semplicemente utilizzare l’aggregazione e l’analisi per fornire all’utente uno strumento informativo, da accompagnare però alla consulenza di uno specialista. E oltre a queste indicazioni, la start up userà anche decine di milioni di dati provenienti da una non precisata organizzazione dedicata alla salute. Interpellato su questo punto, l’uomo ha rifiutato di dare ulteriori delucidazioni.
Lanciato di recente, il progetto ha già raccolto 3,3 milioni di dollari di investimenti da parte di una cordata diretta dal fondo europeo Mangrove Capital Partner. L’analisi dei dati medici rappresenta un mercato enorme, in particolare per le aziende farmaceutiche o per l’industria sanitaria in generale. Ma interpellato su questo aspetto, lo stesso Bloch ha assicurato che si tratterà di una piattaforma interamente dedicata all’utente e alle organizzazioni sanitarie, senza nessuna apertura al mondo della pubblicità e delle inserzioni online.
Sul mercato americano esistono già realtà come WebMd e Mayo Clinic (focalizzate però su un database di diagnosi da parte di specialisti), mentre la scorsa estate Google ha lanciato un servizio (disponibile solo negli Stati Uniti) per la ricerca di maggiori dettagli relativi ai sintomi. Ma nessuno di questi servizi ha l’ambizione di diventare una struttura dedicata alla condivisione delle informazioni e alla validazione delle stesse.

Marco Tonelli, La Stampa

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