Generali, riassetto della governance

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Nuovo assetto nella squadra di top manager alla guida di Generali. Ieri il consiglio di amministrazione del Leone, sotto la guida di Philippe Donnet, ha nominato Marco Sesana country manager per l’Italia. L’ascesa, già agli atti da qualche tempo, è stata accompagnata da un altro avvicendamento chiave nella piramide che guida la compagnia: Timothy Ryan sarà il nuovo chief investment officer a partire dal 9 gennaio 2017. L’attuale cio, Nikhil Srinivasan, lascerà il gruppo «per perseguire nuove opportunità professionali nell’investment management». Sesana, che manterrà ovviamente la carica di ceo di Generali Italia, e Ryan entreranno nel Group Management Committee di Generali dal prossimo gennaio.
Altro passaggio formale, non di poco conto, è il “trasferimento” di Banca Generali sotto il cappello del cio Ryan. La società resta saldamente sotto la rete di Generali Italia ma “funzionalmente” farà capo al cio della holding. La scelta ha carattere prettamente strategico. Non è un mistero che, dato anche il recente interesse per Pioneer, l’asset management sia un comparto che la compagnia guarda con particolare attenzione. Nel caso specifico, però, considerato che Banca Generali di fatto distribuisce prodotti del Leone si tratterebbe innanzitutto di avvicinare il più possibile l’asset alla fonte. Quanto alle nomine, il group ceo Donnet ha commentato così il riassetto: «La squadra di Generali si rafforza ulteriormente con due manager di grande valore ed esperienza, che contribuiranno in maniera rilevante all’esecuzione della strategia e al raggiungimento dell’eccellenza in tutti i settori e Paesi in cui operiamo». Donnet, inoltre, ha ringraziato Srinivasan «per l’impegno profuso e l’eccellente performance conseguita nella gestione degli attivi Generali in un contesto economico particolarmente sfidante, caratterizzato da inusuale volatilità e bassi tassi di interesse».
Sesana ha fatto il suo ingresso in Generali Italia nel 2013, quale chief operating officer con l’incarico di realizzare il programma di integrazione delle compagnie assicurative italiane, che si è concluso con successo nel 2015. Il manager ha poi assunto anche tutta la responsabilità del business assicurativo, vita, danni e gestione sinistri, fino a diventare ceo di Generali Italia a maggio scorso, in seguito all’ascesa di Donnet, allora numero uno di Generali Italia. Ryan, invece, 47 anni e doppia cittadinanza statunitense e britannica, ha ricoperto ruoli di vertice in Axa Investment Managers e AllianceBernstein, con incarichi in Francia, Giappone e Regno Unito. Il board, infine, non ha affrontato e non è ancora dato sapere se e quando valuterà il possibile ingresso di un nuovo cfo. A margine dell’investor Day del 23 novembre scorso Donnet aveva ventilato l’ipotesi che anche il group general manager, Alberto Minali, già cfo, potesse lasciare le deleghe da “direttore finanziario” per concentrarsi sul ruolo di direttore generale. Il passaggio non avrebbe caratteristiche di urgenza e quindi per il momento non sarebbe stato approfondito. Intanto il titolo Generali ha chiuso in progresso dello 0,29% a 14,06 euro.

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