Safilo rinnova Dior, non Celine

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Il titolo sale dopo che la società ha annunciato il rinnovo anticipato della licenza Dior/Dior Homme per 3 anni (per gli analisti sono pochi) fino a dicembre 2020, mentre non sarà rinnovata la licenza con Celine oltre dicembre 2017 (se Lvmh la gestirà internamente, rischio più alto per Safilo)

Dopo l’annuncio di Safilo di una proroga di due anni, fino a dicembre 2020, della licenza Dior/Dior Homme, il titolo in borsa sale del 2,56% a 8,41 euro dopo un top intraday a 8,56 euro. Non pesa con la stessa importanza la notizia della contestuale fine dell’accordo con Celine che è stato prorogato di un solo anno fino al 31 dicembre 2017. In particolare, la società ha annunciato di aver rinnovato l’accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione delle collezioni di occhiali da sole e montature da vista a marchio Dior e Dior Homme. Dior è la licenza più importante per Safilo (Equita stima circa 200 milioni di euro di ricavi), per cui il rinnovo anticipato, a condizioni sostanzialmente simili alle attuali, rappresenta una notizia importante per il gruppo, anche se la durata del rinnovo è limitata (3 anni).
Invece Celine vale circa il 3% del fatturato del gruppo Safilo , quindi intorno a 30-40 milioni di euro. L’accordo di licenza, avviato con Safilo nel 2012 (in precedenza con De Rigo), aveva portato a un ottimo sviluppo del brand e quindi per gli analisti di Equita (rating hold e target price a 8,5 euro) è abbastanza sorprendente la decisione di non rinnovare.
Sarà interessante capire se la licenza Celine sarà assegnata a un altro licenziatario o se il gruppo Lvmh intende gestirla internamente. In questo secondo scenario, avvertono gli analisti di Equita, si creerebbe un rischio più forte sul rinnovo delle altre licenze del gruppo Lvmh (Fendi in scadenza nel 2022 e Givenchy in scadenza nel 2021) e sulla stessa Dior/Dior Homme oltre il 2020. “Ci aspettiamo quindi una reazione positiva per il rinnovo di Dior, ma moderata dalla notizia su Celine e dall’incertezza sulla strategia del gruppo Lvmh “, precisano gli esperti della sim.
Anche per Kepler Cheuvreux quello con Dior è il “più importante accordo di licenza” del gruppo. “Si tratta di una notizia tanto attesa, che rimuove il rischio” di un eventuale mancato rinnovo, “pur se un accordo di soli tre anni, rispetto all’usuale periodo di più di cinque anni nel settore dell’occhialeria, non aiuta sul fronte della visibilità”, spiega Kepler Cheuvreux. Gli fa eco Mediobanca Securities (rating neutral e target prive a 7,8 euro): “il rinnovo della licenza con Dior è chiaramente positivo, sebbene sia parzialmente mitigato dal limitato periodo di posticipo di soli tre anni”.
Cauto ottimismo anche da parte di Banca Akros. “I marchi Dior rappresentano circa 150 milioni di ricavi, ovvero oltre il 12% del fatturato del gruppo, mentre quelli di Celine soltanto il 3%”, sottolinea l’investment bank che sul titolo ha confermato il giudizio neutral e target price di 8 euro. Rating che oggi Kepler Cheuvreux ha alzato da reduce a hold, mentre il target price passa da 7,3 a 8,2 euro. Il broker è ancora “non convinto dall’investment case di Safilo “, ma nota come ora il margine di ribasso del titolo sia “limitato”.

Paola Valentini, Milano Finanza

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