Grandi manovre tra i “big” degli scali

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Benetton guarda a Venezia, Carrai al futuro di Firenze e la Sea a quello di Linate

aeroporti-di-romaLe pedine hanno cominciato a muoversi a Nordest ma la partita del risiko in aeroporto potrebbe allargarsi fino in Sicilia passando per Firenze e Roma con un occhio alle prossime mosse di Alitalia. Si parte da Venezia dove Atlantia è salita al 22,1% della Save. Dopo aver comprato il 21,3% dal fondo Amber con un blitz a fine settembre, il gruppo di infrastrutture controllato dai Benetton ha acquistato dalla Fondazione di Venezia lo 0,8% della società che gestisce gli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona. La quota è stata ceduta dall’ente (che resta socio con l’1,5%) ma è già previsto un meccanismo di integrazione parziale del prezzo qualora entro tre anni venisse promossa un’opas sul titolo Save ad un prezzo superiore a quello riconosciuto oggi. La postilla lascia immaginare grandi manovre in corso anche perché Atlantia detiene il 100% di Autostrade per l’Italia e il 96% di Aeroporti di Roma.
A luglio il gruppo guidato da Giovanni Castellucci si è inoltre aggiudicato il 60% dell’aeroporto di Nizza e punta a crescere ancora all’estero. Non solo. La scalata di Atlantia, è partita contemporaneamente ai problemi sorti tra il presidente della Save, Enrico Marchi, e Andrea De Vido, i fondatori della holding Finint che controlla Save con circa il 60%. E mentre i due litigano, il terzo – cioè i Benetton – potrebbero lanciare un’Opa.

Il Giornale

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