Referendum, Renzi: «Elezioni anche se vince il Sì? Fantapolitica»

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renzi-telefono«Elezioni anche se vince il Sì? Risposta negativa». Il premier apre così, parlando a radio Rtl102.5, l’ultima giornata del tour de force di comizi e incontri prima dello stop per silenzio elettorale in vista del referendum di sabato. Il tema sono le possibili elezioni anticipate anche in caso di vittoria del Sì al referendum costituzionale, ipotesi che Renzi liquida come «retroscena fantapolitici» da non prendere in considerazione: «Quando si va alle elezioni – precisa – non lo decide il presidente del Consiglio, lo decidono il Presidente della Repubblica e il Parlamento».
Sulla polemica innescata dal M5S per la vicenda del fac simile della scheda di voto per il Senato mostrata dal premier in tv Renzi ricorda che in caso di denuncia sarebbe pronto a rispondere ai magistrati. I grillini invece, ironizza con un occhio alle inchieste che li vedono indagati per le presunte firme false per il voto amministrativo, «quando vengono denunciati loro o chiedono l’immunità o si avvalgono della facoltà di non rispondere…». E conclude: «Curiosa sorte per chi voleva cambiare la politica..».
«Italicum legge buona ma la cambieremo»
Inevitabile anche un passaggio sulla legge elettorale, meglio nota come Italicum, e all’ipotesi di un sua riforma condivisa e allargata all’opposizione, come chiede il centrodestra. «Per aggiungere un posto al tavolo ci vuole Johnny Dorelli», replica il premier alla domanda se sia ipotizzabile dopo il 4 dicembre la convergenza su una larga coalizione per riformare l’Italicum. Renzi conferma comunque l’intenzione di modificare la legge elettorale, «buona, ma da cambiare perchè lo vogliono tutti».In un altro passaggio dell’intervista, Renzi accomuna Berlusconi agli altri «leader del passato». E a D’Alema che dice che dovrà difendere Renzi come fece con Craxi se perde, il premier replica: «Le monetine a Craxi sono state una brutta pagina… Ho molto rispetto per tutti i leader del passato come D’Alema, non faccio polemica se no facciamo il gioco di chi non vuole parlare del quesito elettorale. Lasciamo le polemiche a D’Alema, Berlusconi, Monti, De Mita, Pomicino….».

il Sole 24 Ore

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