Generali: tagli per 200 milioni, no ristrutturazione del personale

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PHILIPPE DONNET AD GENERALI ITALIA

Assicurazioni Generali presenta il suo piano industriale a Londra e lancia una serie di messaggi al mercato: Philippe Donnet, Ceo del gruppo assicurativo, ha chiuso la porta a piani di ristrutturazione del personale, ha confermato di voler partecipare a una “soluzione” per Mps e ha negato preoccupazioni per l’intenzione di Mediobanca di scendere dal 13 al 10% dell’azionariato. «Noi non abbiamo mai annunciato 8 mila esuberi: questo numero non esiste». Ha detto Donnet, in un briefing telefonico con le agenzie di stampa prima dell’avvio dell’Investor Day a Londra, riferendosi ad alcune indiscrezioni di stampa della vigilia. «Abbiamo l’obiettivo ridurre i costi netti di 200 milioni di euro nei Paesi maturi e questo ovviamente è molto impegnativo. Partiamo da un posizione di efficienza già molto buona sia sui rami Danni che nei rami Vita quindi non è che ci sono esuberi nelle Generali», ha sottolineato Donnet.
«Quello che vogliamo avviare e abbiamo già avviato – ha detto ancora – sono piani di efficientamento e questo consentirà di aumentare la produttività del 15%. Quindi: attenzione a tutti i costi, compresi i costi del personale. Il nostro head count è già sceso per il rallentamento delle nuove assunzioni e le uscite naturali. Non ci sono esuberi, non ci saranno piani di riduzioni personale». Per quanto in particolare l’Italia, Donnet ha infine sottolineato che ha già effettuato i suoi piani di efficientamento dal punto di vista del personale.
Il piano presentato a Londra
Il gruppoconferma i target al 2018, annunciando «l’ottimizzazione della presenza geografica», con l’uscita dai mercati «non attrattivi» che porterà ricavi per 1 miliardo di euro, assieme a un programma per aumentare del 15% la produttività, avviando sui mercati maturi un processo di ristrutturazione e semplificazione che consentira’ una riduzione netta dei costi di 200 milioni di euro. Questi i punti salienti dell’aggiornamento del piano industriale comunicato all’Investor Day a Londra. La compagnia perseguira’ anche miglioramenti nella performance tecnica. Nei Danni l’obiettivo e’ un ulteriore miglioramento del Combined Ratio. Nel Vita le Generali puntano a una riduzione del valore medio della garanzia fino all’1,5% e a un ribilanciamento del portafoglio a favore del business a basso assorbimento di capitale. Il gruppo vuole inoltre aumentare la fidelizzazione dei clienti e rafforzare il marchio. I target finanziari al 2018, comunicati nel maggio 2015, prevedono dividendi cumulati per oltre 5 miliardi di euro, una generazione di cassa di oltre 7 miliardi e un Roe operativo medio superiore al 13%.
Si tratta – sottolinea una nota di Generali – di “nuovi obiettivi di efficienza e redditivita’ per rafforzare il vantaggio competitivo, grazie a una rete distributiva best in class, forti competenze tecniche e una base di costi contenuta”. Nell’insieme, il gruppo “punta ad accelerare l’esecuzione della strategia attraverso sei azioni volte a migliorare la performance operativa e creare valore a lungo termine”. Piu’ nel dettaglio, le Generali intendono mantenere “una presenza geografica globale e diversificata”, concentrandosi sui mercati chiave dove gia’ oggi e’ tecnicamente forte, efficiente e profittevole o in quei paesi che presentano prospettive rilevanti di crescita nel medio-lungo periodo. Allo stesso tempo, per accrescere l’efficienza operativa, migliorare l’allocazione del capitale e mitigare i rischi, procedera’ all’uscita dai mercati meno redditizi.
Il ramo danni
Quanto alla “razionalizzazione della macchina operativa”, le iniziative di riduzione dei costi saranno volte a massimizzare l’efficienza e l’efficacia, riducendo duplicazioni ed eliminando sovrapposizioni in termini di prodotti, strutture, sistemi e processi a beneficio di una gestione piu’ agile e veloce. Sul fronte tecnico, nei danni nell’Auto verra’ rafforzata la sofisticazione delle tariffe grazie anche all’uso di data analytics e della profilazione telematica. Nel Non Auto verranno promosse offerte innovative per spingere la crescita del segmento (premi diretti lordi tra il 2% e il 4% al 2018), tra cui prodotti connessi, prodotti modulari, prodotti per i rischi emergenti (cyber risk). Nella gestione sinistri si punta tra l’altro a una migliore identificazione delle frodi. Nel ramo Vita il gruppo perseguira’ la crescita della quota di nuova produzione con prodotti a basso assorbimento di capitale (+8 p.p. nei tre principali mercati, ovvero Italia, Germania, Francia).
Il ramo Vita
Nel Vita, inoltre, verrà perseguita un’ottimizzazione delle passivita’ che anche grazie alla nuova produzione maggiormente orientata su prodotti Unit Linked e Protection punta a ottenere una riduzione di 30 bps della garanzia nel portafoglio Vita a un valore medio pari a 1,5% al 2018 e un aumento di 6 punti percentuali delle riserve capital-light. Dall’insieme delle iniziative volte a fidelizzare i clienti il gruppo Generali, inoltre, si attende in tre anni un aumento della retention di 2 punti percentuali. Il gruppo si focalizzera’ in una maggior chiarezza nella comunicazione con la polizza riassunta in un’unica pagina, nella velocita’ di risoluzione attraverso anche aggiornamenti automatici con sms e App e nella semplificazione e digitalizzazione nella gestione delle pratiche.
Le Generali, infine, mirano ad aumentare la visibilita’ del brand e il livello di preferenza per diventare entro il 2022 la prima scelta. Per raggiungere questo obiettivo, il gruppo procedera’ a snellire il portafoglio dei brand, ottimizzare gli investimenti attuali e a far leva sulle efficienze cross-border. Il brand sara’ riposizionato su tematiche di prevenzione e maggiormente vicine ai beni piu’ preziosi dei clienti (vita, salute, casa, famiglia e lavoro). Da queste azioni di rafforzamento, le Generali puntano a incrementare del 3% il grado di preferenza nei mercati maturi e del 10% quello di awareness nei mercati promettenti.
Il Brand
Le Generali procederanno a uno snellimento dei marchi del gruppo nei Paesi in cui operano tramite piu’ brand, fatto salvo che alcuni business, come il canale diretto, richiedono un marchio specifico e un brand come quello di Alleanza in Italia e’ di portata storica e quindi “non ci cambia”. Philippe Donnet durante la conference call con le agenzie stampa che ha dato l’avvio dell’Investor Day a Londra, ha spiegato: “Abbiamo un brand bellissimo, molto apprezzato, purtroppo non sfruttato a fondo”, ha indicato il Ceo, sottolineando che comunque il gruppo non si avvia ad adottarlo come unico marchio. “Lo snellimento dei marchi non vuol dire che avremo un brand unico. Alcuni business richiedono marchi specifici”, come l’online con “Genertel o Cosmodirekt. Oppure ci sono marchi come quello di Alleanza, che e’ storico e non si cambia”, ha spiegato Donnnet. Ci sono Paesi, d’altro canto, in cui il gruppo opera sia tramite il marchio Generali che tramite un altro marchio, “in una situazione di concorrenza interna. Questo va disciplinato, dobbiamo ottimizzare, meglio investire su un solo marchio, anche se non vuol dire in assoluto che avremo un solo marchio”, ha aggiunto il ceo. Donnet non ha poi dato indicazioni sui Paesi “non attrattivi” da cui il gruppo Generali intende uscire.
Per realizzare le riforme in Italia e’ meglio la stabilità politica. Donnet, interpellato a proposito di eventuali preoccupazioni per le ricadute dell’esito del referendum del 4 dicembre, ha agigunto: “Non sappiamo se vince il si’ o il no. Io comunque ho una visione a livello europeo su questo: in tutti i paesi d’Europa vanne fatto le riforme strutturali. Non solo in Italia, ma in tutti i Paesi. Chiunque e’ alla guida dei Paesi deve portare avanti le riforme”, ha indicato Donnet durante la conference call con le agenzie stampa all’Investor Day. “Questo Governo ha intrapreso riforme importanti e devono essere portate casa. Ovviamente per farlo e’ meglio la stabilita’ politica”, ha aggiunto il ceo, rilevando poi che “se le cose vanno diversamente, direi che ci sara’ forse un rallentamento delle riforme, ma le riforme si faranno. La politica spessa o rallenta o accelera le riforme, ma non impedisce le riforme strutturali che sono necessarie”.

il Sole 24 Ore

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