Trump: “Giornata fantastica, buon incontro con Obama”. I manifestanti? “Contestatori di professione”

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Il portavoce della Casa Bianca: “Profonde differenze tra i due”. Meeting nella capitale anche tra le First Ladies Melania e Michelle. ‘Not my president’, continuano le manifestazioni in varie città. Trump: “Contestatori di professione, incitati dai media. Molto ingiusto”. Renzi chiama per congratularsi: “Con l’Italia un’alleanza strategica”.

trump-obama“Una giornata fantastica a Washington D.C.. Ho incontrato il presidente Obama per la prima volta. Davvero un buon incontro, grande intesa. A Melania è piaciuta molto Michelle Obama“. Così il presidente neo eletto degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha scritto su Twitter dopo la prima volta alla Casa Bianca. Trump è stato ricevuto insieme alla moglie Melania alla Casa Bianca da Barack Obama e dalla First Lady Michelle.
Al termine del meeting si è svolto un incontro con la stampa. Obama ha invitato il suo successore dopo l’elezione, congratulandosi con lui, per iniziare il processo di transizione e per dare un segnale di collaborazione e unità davanti al paese. Melania e Michelle hanno avuto un incontro separato nella residenza della Casa Bianca, a porte chiuse.
Obama: eccellente conversazione
Il commento di Obama è netto: “Una eccellente conversazione”. Diversi i temi affrontati nel colloquio e, come fa sapere un portavoce della Casa Bianca, tra i due rimangono “divergenze”. Al termine i due leader si sono seduti davanti alle telecamere e hanno rilasciato delle brevi dichiarazioni ai giornalisti, senza rispondere alle domande.
Trump: è stato un grande onore
Per il presidente in pectore, Trump, l’incontro alla Casa Bianca è stato un “grande onore”. “Non vedo l’ora – ha detto – di continuare a collaborare con Obama in futuro”.
Casa Bianca: Obama e Trump non hanno superato le differenze
L’obiettivo del colloquio tra Barack Obama e Donald Trump “non era di risolvere le differenze tra loro ma di assicurare un’agile transizione”. Lo ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. “Posso dire che non hanno risolto tutte le loro differenze”, ha spiegato, specificando tuttavia che “considerate le profonde differenze, che non si erano mai incontrati e l’importanza che il presidente pone sul buon svolgimento della transizione, il colloquio è da definirsi eccellente”. Tour delle First Ladies alla Casa Bianca
Michelle Obama ha accolto la futura First Lady, Melania Trump, facendole fare un tour della Casa Bianca, mostrandole la dimora in cui la nuova coppia presidenziale dovrà vivere a partire dal prossimo 20 gennaio. Michelle e Melania – ha spiegato il portavoce della Casa Bianca – hanno quindi parlato di come sia crescere dei figli a Washington. I Trump si dovrebbero infatti trasferire insieme al figlio Barron, di 10 anni. Per otto anni alla Casa Bianca hanno vissuto le figlie degli Obama Malia e Sasha.
Niente foto di gruppo delle coppie presidenziali
Gli Obama hanno cancellato la ‘photo-opportunity’ della attuale e futura coppia presidenziale all’ingresso sud della Casa Bianca. Lo scrive il Wall Street Journal. Una conferma di quanto imbarazzanti restino i rapporti dopo le accuse incrociate della campagna elettorale, dove gli Obama hanno attaccato duramente il candidato repubblicano. Nella sua prima visita alla Casa Bianca dopo aver vinto le elezioni nel 2008, Barack Obama e la moglie Michelle posarono per le telecamere accanto a George W. Bush e la first lady Laura.
Trump e il suo team riceveranno i briefing d’intelligence giornalieri
Trump e i membri del suo team di transizione inizieranno a ricevere i briefing di intelligence giornalieri questa settimana, ha fatto sapere la Casa Bianca in un comunicato. “Come parte di una lunga tradizione, dopo i briefing di intelligence che i due candidati hanno ricevuto prima delle elezioni, il presidente eletto e altri alti funzionari inizieranno a ricevere i briefing di intelligence giornalieri da parte della comunità di intelligence”. Ieri, il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha detto che il team di Trump riceverà gli stessi tipi di documenti a disposizione per il presidente Barack Obama.
Trump vede anche Ryan: abolire l’Obamacare
A Washington Trump ha avuto un faccia a faccia anche con lo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan. Ed il vicepresidente Joe Biden ha incontrato il suo successore, Mike Pence. Trump ha rispolverato la ‘vis polemica’ quando è andato al Campidoglio per incontrare Ryan. I due hanno concordato su una lista di priorità del programma, e al primo posto hanno messo l’abolizione della cosiddetta Obamacare (Affordable Care Act) la riforma sanitaria voluta con forza dal presidente uscente, che ha dato assistenza sanitaria a circa 20 milioni di americani che ne erano sprovvisti. Obamacare che però, nel 2017 in 37 Stati vedrà un impennata di costi fino ad un massimo del 25%.
Renzi chiama Trump: con l’Italia un’alleanza strategica
Matteo Renzi si è intanto congratulato in una telefonata con Donald Trump. Nel corso del colloquio, il premier ha ribadito l’importanza strategica della alleanza tra Italia e Stati Uniti e la volontà di lavorare insieme in vista della prossima presidenza italiana del G7 nel 2017.
‘Not my president’, migliaia in piazza: in Oregon momenti di tensione
Proseguono in tutti gli Stati Uniti le proteste contro l’elezione di Trump, anche se l’intensità delle contestazioni sta calando. Sulla East Coast, manifestazioni si sono tenute a Washington, Baltimora, Philadelphia e New York, mentre sulla West Coast i dimostranti sono scesi in piazza a Los Angeles, San Francisco e Oakland in California, quindi a Portland, in Oregon, uno dei centri più accesi della contestazione. Si è trattato di proteste per lo più pacifiche, non sono mancati episodi di disobbedienza civile. A Portland, ad esempio, i manifestanti hanno lanciato oggetti contro la polizia e danneggiato alcune auto, come fa sapere il dipartimento di polizia della città. Alcuni dimostranti hanno imbrattato auto ed edifici, mandando in frantumi delle finestre. La polizia di Portland, in Oregon, ha cominciato a sparare pallottole di gomma e a usare spray al peperoncino per disperdere una manifestazione anti-Trump degenerata in rivolta. Lo scrive la polizia della città sul suo account Twitter. Decine di persone hanno affollato la strada Interstate 94, a Minneapolis , bloccando il traffico in entrambe le direzioni per almeno un’ora. Anche a Los Angeles un piccolo gruppo ha brevemente bloccato il traffico, prima che la polizia lo disperdesse. La polizia di Baltimora riferisce che circa 600 persone hanno marciato nella zona di Inner Harbor bloccando alcune strade e due persone sono state arrestate. A Denver, circa tremila persone si sono radunate vicino alla sede del governo del Colorado e marciato nel centro della città. Centinaia di cittadini hanno dimostrato anche a Dallas e a Austin, in Texas.
Trump: “Contestatori di professione, incitati dai media, stanno protestando. Molto ingiusto”
Da parte sua il tycoon ha definito le proteste ”molto ingiuste”. ”Ho appena vinto un’elezione presidenziale aperta e di successo. Adesso contestatori di professione, incitate dai media, stanno protestando. Molto ingiusto”, ha scritto su Twitter.
Petizione online vicina al milione di firme: “No a Trump presidente, inadatto”
Oltre 860mila persone hanno firmato una petizione online chiedendo ai membri del collegio elettorale degli Stati Uniti di votare per il candidato democratico Hillary Clinton come prossimo presidente al posto di Donald Trump. “Trump è inadatto a servire”, si legge nella petizione pubblicata su Change.org. “Il segretario Clinton ha vinto il voto popolare e dovrebbe essere il presidente”. Il numero di sostenitori della petizione sta crescendo al ritmo di migliaia di sottoscrizioni al minuto, avvicinandosi all’obiettivo di un milione. Negli Stati Uniti, il collegio elettorale determina il risultato delle elezioni presidenziali. Con 538 voti pari al numero dei rappresentanti e senatori nel Congresso, l’istituzione è composta da grandi elettori a livello statale che scelgono formalmente il presidente e il vice presidente sulla base dei risultati del voto popolare. Secondo la petizione i grandi elettori potrebbero votare per l’ex segretario di Stato, indipendentemente da come i singoli residenti hanno votato. “Anche in Stati dove non è consentito, il loro voto sarebbe contato, dovrebbero semplicemente pagare una piccola multa che possiamo essere sicuri, i sostenitori della Clinton sarebbero felici di pagare” la petizione ha dichiarato. Il voto si è chiuso con Trump a 290 voti, 20 più del necessario, mentre Clinton ne ha ricevuti 232. Tuttavia, l’ex segretario di Stato ha vinto il voto popolare con il 48 per cento contro il 47 per cento di Trump, poco più di di 200.000 voti.

Rai News

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