Musica: da domani “le migliori”, album-evento di Mina e Celentano

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mina-e-celentanoLa copertina sono ‘2 Mine’ e ‘2 Celentani’ ad una sfilata di moda dove la passerella e’ la strada. Tutte e quattro vestite da donna. Il contenuto e’ undici canzoni inedite e una sorpresa finale. Dopo 18 anni dal primo straordinario successo insieme, Mina e Adriano Celentano ritornano insieme al grande pubblico con ‘le migliori’, il nuovo album in uscita e disponibile in versione digitale da domani. Prodotto da Claudia Mori per CLAN CELENTANO e Massimiliano Pani per PDU, “le migliori” si annuncia come un album travolgente – l’anticipazione del singolo ‘Amami Amami‘ nelle scorse settimane ha offerto un assaggio -, con i due artisti capaci di rincorrersi, scherzare, emozionare come solo i veri grandi sanno fare. Un album sorprendente con Mina e Adriano, amici e irregolari da sempre, che hanno deciso ancora una volta di ‘giocare a fare i cantanti’. Il titolo dell’album nasce da un messaggio di buon compleanno che Adriano, dal suo blog, invio’ a Mina l’anno scorso, firmandosi ‘le migliori’, con riferimento a Mina e a se’ stesso. Partendo da questo, Mauro Balletti ha realizzato la singolare copertina. Si parte appunto con “Amami Amami”, il singolo uscito il 21 ottobre e gia’ hit, con le voci che si inseguono sulla musica di Idan Raichel (giovane e originale compositore israeliano autore dell'”Idan Raichel Project“) e sul testo di Riccardo Sinigallia. E’ un canto d’amore ispirato agli uomini e alle donne che si incontrano, si mischiano e stanno bene insieme al di la’ di razza, colore e sesso. Mina e Adriano sono complici, si lanciano frasi che racchiudono il feeling di una vita artistica: “…e se non ti avessi amato mai adesso non saresti qui ma non mi chiedere perche’ adesso e qui amami / e io mai mi abituero’ alla tua voce e ai tuoi addii contro la nostra volonta’, adesso e subito amami…” con un assolo finale di fisarmonica che da’ il senso del divertimento assoluto (e un’irresistibile citazione finale di ‘Storia d’amore’). La melodia, struggente e ipnotica, di “E’ L’amore” ci porta al secondo brano, composto e scritto da Andrea Mingardi e Maurizio Tirelli. Racconta di due amanti, capaci di perdersi ma incapaci di dimenticarsi, legati da un canto che si fonde con rara bellezza. Con “Se mi ami davvero”, scritta da Gianmarco Marcello, meglio noto come Mondo Marcio, il ritmo si fa trascinante, c’e’ anche un’improvvisa incursione rap di Adriano, che peraltro e’ stato il primo – forse al mondo – con “Prisen” ad aver inventato e scritto un rap. E il video di questo brano e’ interpretato e diretto da Carlo Verdone. “Mi hanno fatto ascoltare il pezzo – racconta il regista e attore romano -, mi e’ piaciuto molto, allora con Paola Mammini abbiamo scritto la sceneggiatura e poi realizzato il video. E’ un piccolo film, che ho amato molto fare, e al mio fianco c’e’ Geppi Cucciari”. L’album prosegue con “Ti lascio amore”, brano che trascina dentro la fine di una storia d’amore, proprio dentro, senza sconti di buoni sentimenti. Con il testo e la musica di Toto Cutugno, Mario Culotta e Fabrizio Berlincioni, il brano vive e respira di una eccezionale performance interpretativa di Mina e Adriano in un duetto perfetto, un gioco di rimbalzi, ironie e richiami tra i due. Scritto da Fabio Ilacqua, gia’ autore di ‘Amen’, brano primo classificato tra i giovani di Sanremo 2016, la canzone diverte e sorprende con un ritmo che entra da subito sotto pelle. A seguire c’e’ “Non mi ami”, ovvero una storia in bilico, il dubbio del ‘non amore’, cantato insieme, tra serio e faceto cosa aspettarsi poi. Il tempo di prendere fiato e parte “Ma che ci faccio qui”, del giovane Pietro Paletti. Mina e Adriano, per la gioia di chi ascolta, cantano, parlano, si rincorrono in un brano che e’ un vero e proprio show sull’ipotesi di un tradimento. Un’interpretazione che regala a questa canzone un finale memorabile: ” …beh, vado a prendere un po’ d’aria … con il dialogo tra i due che sfuma volutamente ..” fino all’ultimo parlato di Adriano, “…Tu fai sempre cosi’/ prima vuoi fare il disco poi dopo fai come cavolo ti pare!…” In “Sono le tre”, scritta da Luca Rustici e Philippe Leon, le due voci creano atmosfere a cui e’ impossibile resistere. E’ in parte la storia di Mina e Celentano, due dei figli migliori di un’Italia che ha attraversato e attraversa momenti difficili, una riflessione sull’assenza, sulla voglia naturale degli esseri umani, di tutti gli esseri umani, di restare vicini e ritrovarsi. Si va verso il finale dell’album con due brani che Mina e Adriano interpretano da solisti. Ne “Il bambino col fucile”, scritta da Francesco Gabbani, Adriano canta con l’inimitabile timbro della sua voce, immutata, da vero rocker e non rinuncia a squarci di attualita’: “… a Medjugorje si vede la Madonna e sta piangendo / la nonna in minigonna in parlamento / c’e’ un’aria sempre molto signorile / all’asilo c’e’ un bambino col fucile / all’asilo c’e’ un bambino col fucile”. Aldo Donati e Loriana Lana sono gli autori di “Quando la smettero'”, dove Mina interpreta una forte infinita dichiarazione d’amore, accompagnata dallo straordinario pianoforte di Danilo Rea: “…ma c’e’ qualcosa proprio in fondo al cuore / qualcosa che non te lo so spiegare / che mi sorprende e non puo’ bleffare e che mi dice /, non puo’ finire qui / forse sara’ un telefono vicino la bellezza di una suggestione / e tornera’ al mio cuore l’emozione / perche’ lo so che non finisce qui…”. Le due voci tornano ad intrecciarsi in “Come un diamante nascosto nella neve”, cioe’ emozione allo stato puro. Infine la sorpresa: una versione inedita, techno, entusiasmante, pazzesca, di “Prisencolinensinainciusol”, il protorap di Adriano del 1972, consacrato a livello internazionale da dj e rapper americani come il primo vero rap della storia. Sulla base musicale realizzata dal dj/produttore italiano piu’ conosciuto al mondo Benny Benassi, Adriano canta con Mina. Una festa assoluta, il tripudio del divertimento e della modernita’. Slang inventato da Adriano che chiama Mina, Mina che accetta la sfida e ‘rappa’ “Uis de seim cius nau op de seim/ Ol uait men in de colobos dai/ Trrr – ciak is e maind beghin de col/ Bebi stei ye push yo ohin”.

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