LETTERE/ SI PUÒ SALVARE LA LINGUA ITALIANA? UN LETTORE COLTO E UTOPISTA DICE DI SÌ

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Alla Spett.le Redazione di
LA VERITA’

Giulianova, 27 Ottobre 2016

la-dolce-linguaAccetto la scommessa lanciata mercoledì 26 ottobre da Cesare Lanza su “La guerra contro l’inglese giusta ma perdente”.
Anche Gustavo Selva, condividendo la mia battaglia, scrisse che era “impresa ammirevole ma disperata”. Essa potrà essere perdente solo se si continua a lasciar perdere, a trascurare i responsabili. E’ noto che tutto parte dal ‘potere’ televisivo e dall’arroganza di coloro che usano quel potere senza rispettare il diritto dei telespettatori “di capire” chi, rivolgendosi al pubblico, ha il conseguente dovere “di farsi capire”. Quando, ad esempio, sulle vetrine di un notissimo ipermercato che ha sede a Venezia io lessi “We can’t wait for summer Now in store”, scrissi alla sede centrale dichiarandomi offeso dalla loro desumibile convinzione secondo cui il messaggio in inglese avrebbe invogliato ad entrare perché ritenuto più nobile. Aggiunsi che tale offesa mi avrebbe impedito di frequentare ulteriormente una loro filiale. Come poi ho fatto.
Se in un ospedale di Careggi, in quel di Firenze (città madre della lingua italiana!), vicino ad una porta scrivono “Day surgery” per indicare che al di là c’è un reparto di “Chirurgia diurna” senza che nessuno faccia obiezioni, le cose non cambieranno mai. Né cambieranno se tutti tacciono quando un giornalista tv, leggendo una rassegna stampa, anziché dire “il Presidente/del/Senato, Grasso, ha convocato..ecc.”, sbagliando gli intervalli dice “Il Presidente.. del/Senato/Grasso…”!
C’è anche di meglio: il povero Giovanni Rana, cui deve andare tutta la nostra solidarietà per il denaro speso nell’intento di farsi pubblicità, dal messaggio televisivo “Tortellini/ripieni, di Giovanni Rana”, ottenne: “Tortellini.. ripieni/di/Giovanni Rana” (!).
Non a lungo trascurerò – ma solo per momentanea pietà – l’anglofilia dell’ex sindaco di Firenze (!), incapace di vergognarsi.
Sul mio sito telematico “Senzapadroni.it” presto farò delle ‘conversazioni’ nelle quali citerò gli ‘orrori’ di fraseggio (del tipo Senato/Grasso) e di pronuncia che da anni annoto nei miei appunti. All’inizio mi limiterò alla elencazione degli errori; successivamente, nel caso di indifferenza dei presunti padreterni, citerei testate e autori. Staremo a vedere. Cesare Lanza sarebbe ben lieto di ‘perdere’ la scommessa.

Eden Cibej

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