Barilla fa rotta sulla Russia

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I piani del gruppo all’estero. Nuovo impianto per raddoppiare i volumi nel paese. Paolo Barilla presidente dell’International Pasta Organisation

paolo-barillaPortare l’alimentazione italiana nel mondo attraverso la pasta è la filosofia con cui Barilla affronta i mercati esteri. Tra quelli in cui l’azienda sta investendo con decisione c’è per esempio la Russia, dove è stato aperto un nuovo impianto grazie al quale il gruppo pensa di arrivare a produrre in questo paese, nel 2016, 27 mila tonnellate di pasta (il doppio dei volumi che esportava in questo mercato) per ricavi complessivi pari a 64 milioni euro.
Anche perché la Russia è un importante produttore di pasta e tra i principali consumatori di questo alimento: non per nulla proprio a Mosca si è celebrata ieri la Giornata mondiale della pasta, ideata da Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta), durante la quale è stata annunciata la nomina di Paolo Barilla come nuovo presidente (per il biennio 2017-2018) dell’International Pasta Organisation (Ipo), che si propone di promuovere e tutelare la cultura di questo prodotto e del mangiar sano nel mondo.
«La pasta è un alimento antichissimo e noi vogliamo diffonderne le qualità e i valori, portando l’alimentazione italiana nel mondo. All’estero inizialmente la strada per comunicare la nostra pasta è stata mostrala come un gioiello: un tema fondamentale della nostra strategia di comunicazione fuori dall’Italia è stata proporre questo prodotto come un elemento prezioso», racconta Luca Barilla, vice presidente del gruppo che possiede 28 siti (14 in Italia e 14 all’estero), esporta in più di 100 paesi e produce ogni anno circa 1,7 milioni di tonnellate di alimentari, con un giro d’affari di 3,3 miliardi di euro (+2%) nel 2015.
In tutto ciò la Russia è diventato «un mercato strategico come dimostra l’investimento fatto per lo stabilimento di Solnechnogorsk che rappresenta una pagina fondamentale della storia del brand in questo paese. Una scelta sostenibile che ci permette di produrre pasta della stessa qualità di quella prodotta in Italia, utilizzando le materie prime locali e avvalendoci della collaborazione di importanti e qualificati partner del settore agroalimentare», continua Barilla. L’azienda di Parma ha infatti realizzato, l’anno scorso, due nuove linee di produzione dedicate alla pasta nel proprio stabilimento di Solnechnogorsk, nella regione di Mosca, dove già venivano realizzate salse, pani, prodotti da forno e biscotti (a marchio Harry’s Cis di proprietà di Barilla), con un investimento di 15 milioni di euro. Tra i formati più apprezzati dai russi ci sono spaghetti, penne rigate, capellini, pipe rigate e bavette.
Con poco più di un milione di tonnellate la Russia è il quinto produttore di pasta al mondo, e l’Italia continua a essere il primo esportatore di questo alimento nel paese con quasi 29 mila tonnellate l’anno scorso. Inoltre, nel 2015, in Russia, secondo i dati dell’Ipo sono state consumate 1,1 milioni di tonnellate di pasta, per un consumo pro capite di 7,8 chili annui.
«Continuiamo con la nostra strategia “Buono per te, buono per il pianeta”», sottolinea Barilla, «che significa non solo la qualità degli ingredienti ma anche creare cultura del cibo, usando la ricerca e lo sviluppo, la formazione dei dipendenti e la comunicazione per aiutare le persone a comprendere i problemi del pianeta».
Tra le novità presentate di recente c’è anche un prototipo di stampante 3d, realizzato in collaborazione con il centro di ricerca olandese Tno, per produrre pasta fresca in 2 minuti, utilizzando un impasto preparato solo con semola di grano duro e acqua, con la possibilità di personalizzare la forma e gli ingredienti da aggiungere all’impasto. Si tratta comunque di un progetto che verrà sviluppato in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, e l’impresa sta ancora valutando come introdurre questa opzione nel contesto domestico e nella ristorazione.

Italia Oggi

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