Nessun giornale parla della maximulta ad Arnault

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Bernard-ArnaultLo sapete perché nessun giornale francese ma anche italiano (tranne ItaliaOggi del 13 ottobre) ha ripreso la notizia, riferita in esclusiva assoluta dal settimanale satirico Le Canard Enchaîné, della multa di 400 milioni di euro comminata dal fisco francese al re della moda, Bernard Arnault, per un’evasione da un miliardo di euro legata alla sua scalata (fallita) al gruppo Hermés?
È lo stesso settimanale a spiegarlo, nell’ultimo numero, in un brillante trafiletto dal titolo «Emouvante discrétion», una discrezione commovente, in cui si fa l’elenco dei giornali che in qualche modo hanno una relazione economica non secondaria con il colosso Lvmh.
Si comincia con il primo quotidiano economico francese, Les Echos, di proprietà dello stesso Arnault e si continua con il primo quotidiano popolare parigino, Le Parisien, anch’esso di proprietà del suddetto Arnault. Volete che i giornali della casa dessero un dispiacere al loro padrone?
L’elenco continua con il primo quotidiano nazionale, Le Figaro, di proprietà del gruppo industriale Dassault (armi e aerei) che ogni giorno pubblica una doppia pagina pubblicitaria del profumo Dior (gruppo Lvmh) senza contare gli inserti speciali, perfino in cartoncino plastificato, che ogni settimana impreziosiscono i due inserti del venerdì, Figaro Magazine e Madame Figaro.
Lvmh, spiega l’autore dello scoop del Canard, il giornalista economico Hervé Martin, un passato all’agenzia France Presse, è il più grande e generoso inserzionista pubblicitario di quasi tutta la stampa francese, da Le Monde a L’Obs, da L’Express a Libération (di sinistra) a L’Opinion (di destra). Basta sfogliarla per accorgersene anche senza essere uno specialista dell’advertising.
Ecco spiegato il mistero. E perché solo Le Canard Enchaîné, qui n’a jamais publié une ligne de pub, che non ha mai pubblicato una riga di pubblicità e vive solo di vendite in edicola e abbonamenti, ha dato la notizia della supermulta da 400 milioni di euro a monsieur le patron, come si fa chiamare Arnault dai suoi dipendenti.

Giuseppe Corsentino, ItaliaOggi

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