Pavesi lascia la guida di Assorel

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Convocata per il 15 novembre l’assemblea che eleggerà il nuovo vertice dell’associazione di pr. Il presidente anticipa la fine del mandato: obiettivi raggiunti

alessandro-pavesiIl suo mandato sarebbe scaduto a fine marzo 2017. Ma Alessandro Pavesi, presidente di Assorel, ritenendo di aver raggiunto gli obiettivi che gli erano stati affidati al momento della sua elezione (nell’aprile del 2015) ha scelto di anticipare i tempi. E, come appreso da ItaliaOggi, si è presentato dimissionario nell’assemblea Assorel dello scorso 12 ottobre.
L’associazione che rappresenta parte degli operatori delle relazioni pubbliche in Italia ha quindi convocato una assemblea per il prossimo 15 novembre, in cui verrà eletto un nuovo presidente.
Pavesi era stato nominato ai vertici di Assorel in una fase molto delicata per l’associazione: si veniva dalle dimissioni del presidente Andrea Cornelli (marzo 2015), il quale era poi uscito da Assorel portando con sé una decina di agenzie (tra cui Havas, Ketchum, Mn, Noesis, ecc) che, nell’aprile del 2015, sarebbero confluite in Assocomunicazione per dare vita a Pr Hub, associazione presieduta dallo stesso Cornelli e, di fatto, concorrente di Assorel.
Un momento, quindi, di altissima tensione nel settore delle relazioni pubbliche. Litigiosità che, tuttavia, è andata poi scemando nei 18 mesi successivi, grazie al lavoro di Cornelli e dello stesso Pavesi, che si è trovato a gestire una situazione difficile. Ora, però, sente che il suo lavoro è stato portato a termine: «Completata la fase di riassetto dell’associazione che mi era stata a suo tempo affidata dall’assemblea dei soci, desidero ringraziare il consiglio direttivo, il direttore generale e tutti i soci di Assorel per l’insostituibile e determinante contributo al raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati all’inizio del mio mandato: in primis», prosegue Pavesi, «un rafforzamento patrimoniale dell’associazione finalizzato alla stabilità, la collaborazione internazionale con Icco e il rilancio del programma di formazione di Academy e del Premio Assorel. E, successivamente, la disciplina delle gare private in accordo con Upa, la misurazione dei risultati delle campagne di relazioni pubbliche, il patto del rispetto per un’informazione corretta verso i cittadini condiviso e sottoscritto con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia, l’affiliazione delle direzioni relazioni esterne delle società italiane per attivare un confronto allargato con i professionisti del mercato».
Certo, i problemi rappresentativi della categoria sono molteplici, con confini della professione che diventano sempre più incerti e con tante sigle associative (Assorel, Pr Hub, Ferpi ecc.). E proprio per questo, aggiunge Pavesi conversando con ItaliaOggi, «l’industry delle relazioni pubbliche italiane deve lavorare insieme per raggiungere alcuni obiettivi comuni a tutto il comparto come il contratto di lavoro per il settore, la disciplina delle gare, la maggiore tutela e riconoscibilità giuridica e legale della professione. Ma soprattutto riaffermare, come indicato a suo tempo anche dai nostri soci, la centralità della comunicazione relazionale e dei contenuti in uno scenario in evoluzione dominato dai media digitali che rendono ogni azienda e ogni brand potenziali editori di se stessi, disintermediando i media tradizionali. È un processo», conclude Pavesi, «che richiederà non solo molte energie ma anche qualche rinuncia, e dove Assorel vuole avere un ruolo propositivo e di stimolo non solo per la sua esperienza e per la sua riconosciuta autorevolezza ma anche per la presenza in associazione del Dna dei nuovi media, dei nuovi linguaggi e della comunicazione integrata».
Pavesi è attualmente vicepresidente di Lifonti & Company e consulente per la comunicazione di Prometeia, e ha ricoperto in passato ruoli dirigenziali nelle direzioni comunicazioni di Pirelli, Credito italiano, Olivetti, Ina Assitalia, Borsa italiana e Banca Fideuram, oltre a importanti incarichi istituzionali come portavoce del ministro e della direzione generale del tesoro dal 1992 al 1994.

Italia Oggi

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