Sanita’: Rossi (Toscana), non possiamo sopportare altri tagli

Share

enrico-rossi“Non ce la facciamo piu’, le Regioni non possono sopportare altri tagli, ne va della tenuta del servizio sanitario pubblico e degli investimenti che abbiamo continuato bene o male a fare”. Lo afferma in una intervista a ‘La Stampa’ il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Quanto ai possibili tagli alla sanita’ “Diciamo – aggiunge Rossi – che e’ un miliardo in piu’ rispetto a quest’anno, peccato pero’ che dovevano essere due, come aveva confermato fino a poco fa il Documento di programmazione economica. Per non parlare del Patto della salute che per il 2017 di miliardi in piu’ ne prevedeva ben quattro. E voglio ben sperare che nei 112 miliardi del Fondo sanitario di cui si parla non siano comprese anche le risorse per il rinnovo di contratto e convenzioni per i medici che da soli valgono un miliardo”. Circa il capitolo relativo ai farmaci innovativi, che rischiano di rimanere fuori dalla porta “Senza un nuovo sistema di governo della farmaceutica si’. Come Regioni – prosegue il governatore toscano – abbiamo presentato delle proposte che consentono di calmierare i prezzi introducendo anche un po’ piu’ di concorrenza. Mi auguro che nella legge di stabilita’ se ne tenga conto. Ma ora l’emergenza e’ un’altra”. “Quella delle centinaia di migliaia di pazienti che restano esclusi dai nuovi costosissimi farmaci anti-epatite. Uno scandalo che non possiamo piu’ tollerare. Allora dico a Renzi: fai propria la battaglia per garantire a tutti i contagiati l’eccesso alle terapie che oramai eradicano un virus, che ricordiamolo, e’ trasmissibile e fa ancora tante vittime. Si chieda all’Europa di escludere la spesa di questi farmaci dal fiscal compact sul contenimento del debito e alle multinazionali di abbassare i prezzi esorbitanti se non proprio di produrli come generici. E se non lo fa l’Europa facciamolo da soli”Alla domanda se con queste risorse le regioni ce la faranno ad applicare i nuovi livelli essenziali di assistenza “Se dai costi teniamo fuori la spesa per i farmaci anti-epatite e quelli per il rinnovo dei contratti possiamo tentare di avviarne una sperimentazione. Ma prima – prosegue Rossi – ci sono altre emergenze da affrontare. Come quella delle liste d’attesa”. Sul terreno delle proposte bisogna “superare nel giro di qualche anno la libera professione dei medici pubblici. Non e’ tollerabile che pagando si ottenga un accertamento o un ricovero subito mentre gli altri devono aspettare non si sa fino a quando. Si dice che qualche luminare potrebbe andar via. Che vada pure. Avremo sicuramente giovani altrettanti bravi pronti a sostenere il sistema pubblico. Bastera’ motivarli ad aumentare le prestazioni nel pubblico e non avremo piu’ lo scandalo del doppio binario che fa bypassare le liste d’attesa solo a chi puo’ pagare”. Quanto alle assunzioni di medici e infermieri di cui parla Renzi “Si fanno se i costi non si scaricano sul fondo sanitario nazionale”. Quanto al giudizio di Rossi sulla manovra: “Non mi sembra che faccia molto sul piano della lotta alla poverta’ e per il rilancio degli investimenti. Che non so come potremmo continuare a sostenere come Regioni con un taglio di 4 miliardi. Rischiano di saltare gli investimenti che come regioni abbiamo continuato a garantire”.

Share
Share