Edizione, è Marco Patuano il nuovo ad della holding dei Benetton

Share

L’ex amministratore delegato di Telecom Italia sarà chiamato a raccogliere l’eredità di Gianni Mion a capo di una società che custodisce 1,5 miliardi di euro di cassa con un importante patrimonio immobiliare

marco patuano telecomE’ Marco Patuano il nuovo amministratore delegato di Edizione Holding, la società che controlla le partecipazioni della famiglia Benetton: l’ex capoazienda di Telecom Italia è chiamato a raccogliere la pesante eredità di Gianni Mion, fautore delle diversificazione della dinasty veneta, che partendo dal gruppo dei maglioncini ha puntato sulle infrastrutture di Atlantia e sui ristoranti di Autogrill. Patuano, dopo una carriera tutta all’interno di Telecom Italia, dove partendo dalla base nel 2011 è diventato amministratore delegato, a gennaio partirà per una nuova avventura alla guida della holding che custodisce 1,5 miliardi di cassa con un importante patrimonio immobiliare. Alla presidenza viene chiamato Fabio Cerchiai attuale numero uno di Atlantia, nonché manager molto apprezzato dai Benetton. Le nomine saranno ratificate a gennaio 2017 e si prevede che Gilberto Benetton, azionista e attuale presidente di Edizione, manterrà la carica di vice presidente.
Fabio Cerchiai, nato a firenze nel 1944, cavaliere del lavoro, è laureato in economia e commercio presso l’università degli studi ‘La Sapienza’ di Roma. E’ presidente di Atlantia e di Autostrade per l’Italia, presidente di Cerved information solutions, di Siat e presidente del gruppo assicurativo Arca; è vice presidente di Unipolsai e consigliere di amministrazione di Edizione. E’ professore a contratto presso l’università Cattolica di Milano.
Patuano, classe 1964, ha lasciato Telecom lo scorso 21 marzo dopo le pressanti richieste di discontinuità da parte degli azionisti. Una volontà accelerata poi dall’arrivo di Vivendi come nuovo socio di riferimento. Il primo strappo con l’azionista arriva a settembre 2015: Xavier Niel, un altro francese più vicino ai socialisti, rispetto al conservatore Bollorè, patron di Vivendi, compra opzioni per salire al 15% di Telecom Italia. Due galli, rivali tra di loro, che si combattono in un cortile italiano: abbastanza per convincere Vivendi ingranare un’altra marcia. Nel frattempo il cda di Telecom vuole convertire le azioni di risparmio in ordinarie e in assemblea i francesi vorrebbero approfittarne per piazzare in consiglio quattro loro uomini. La governance sarebbe stravolta e i fondi dichiarano guerra contro questa eventualità. Arnaud De Puyfontaine, il braccio destro di Bollorè, chiama a raccolta gli amici francesi che hanno azioni Telecom e in assemblea ottiene una doppia vittoria. Prima boccia la conversione che l’avrebbe diluita e poi ottiene i nuovi posti in cda. Da quel momento inizia il governo di Vivendi e la lenta uscita di Patuano.

di SARA BENNEWITZ. LA REPUBBLICA 

Share
Share