«Io, Supremo dei rifiuti. Sostenuto tutti i partiti tranne il M5s»

Share

Il proprietario di Malagrotta Manlio Cerroni: ho dato contributi elettorali, regolarmente denunciati. Non avrei votato Raggi, per fare il sindaco non ci si alza dalla sera alla mattina

manlio-cerroniManlio Cerroni ti dà appuntamento a Malagrotta. La discarica più grande d’Europa è chiusa dal 2013, ma lì ci sono ancora gli impianti di produzione del gas che funzionano, e ci va ogni giorno che Dio manda sulla Terra. Il 18 novembre compirà 90 anni. Da 70, era il 23 settembre 1946, è sulla breccia. Dove, a dispetto delle inchieste giudiziarie in cui è stato coinvolto, conta evidentemente di restare ancora a lungo. Sui rifiuti il Re della spazzatura ha edificato un impero ed è diventato potentissimo. A Roma ha avuto a che fare con 34 sindaci. E tutti pendevano dalle sue labbra. Acqua passata, si lamenta oggi: «Sono cancellato, non esisto più. A Virginia Raggi ho scritto due lettere. Non mi ha nemmeno risposto».
Veramente tutti dicono che Cerroni sta per tornare in auge. Magari non riaprono Malagrotta, ma il suo impianto di trattamento di Rocca Cencia, quello sì.
«Se vogliono salvare Roma è l’unica soluzione. Nel 2013, dopo la chiusura della discarica, è stato grazie a quell’impianto da mille tonnellate al giorno che la città è stata salvata dall’emergenza. E poi un bel giorno che succede? Fortini (Daniele Fortini, ex presidente dell’Ama, ndr) decide che lì i rifiuti non devono più andare».

C’è un’indagine della magistratura: non è una motivazione più che sufficiente?
«Ma l’impianto è andato avanti tre anni. Se non era autorizzato perché lui ci mandava i rifiuti? La verità è che si doveva far fuori il Supremo. Non importava se era l’unica strada per risolvere il problema dell’emergenza».
Il Supremo. La chiamano ancora così… Chi la voleva far fuori?
«Fortini».
Vuol dire Ignazio Marino.
«A Marino ho chiesto: chi te l’ha fatto fare? Vedo che ha ascoltato il mio consiglio».
Gliel’ha tirata. Piuttosto, chi glielo fa fare a lei?
«La domenica sera sono in ufficio. Amo così tanto questo lavoro che per me è un godimento. Mi ha dato soddisfazioni immense. Abbiamo fatto impianti in tutto il mondo, nel 2013 sono stati superati 150 milioni di tonnellate. E adesso avrei ancora la forza e la capacità di risolvere il problema di Roma».
Resta sempre la questione che su Rocca Cencia c’è un’inchiesta. Non è un dettaglio.
«Se quell’impianto è fuorilegge, come dicono, allora quanti risarcimenti dovrei chiedere a chi ci ha dato le autorizzazioni? E poi, se davvero è abusivo, perché l’Ama voleva comprarlo?».
Difficile che con un’indagine in corso qualcuno volesse acquistarlo. Ma risulta pure a lei che l’assessore all’Ambiente Paola Muraro, per 12 anni consulente dell’Ama, punti a utilizzarlo?
«È una persona di buon senso».
In una sfuriata via streaming ha praticamente ordinato a Fortini, che poi si è dimesso, di riportare i rifiuti a Rocca Cencia.
«Mi risulta che la Muraro gliel’abbia detto ancor prima, quando era consulente dell’Ama. Perché è l’unica cosa sensata. Ma non c’era certo bisogno di Paola Muraro per rendersene conto».
C’è chi sospetta che fra voi esista una connessione.
«Ci siamo stretti la mano qualche volta ai convegni. Tutto qui. In questo campo è una delle poche donne esperte».
Gli incarichi non le sono mancati, ed è singolare che sia finita in una giunta dei 5 Stelle. A proposito: Muraro a parte, rapporti con i grillini?
«Per loro noi non esistiamo. Tre volte in campagna elettorale Virginia Raggi ha nominato Cerroni come il Male assoluto».
Quelli sono contro gli inceneritori, lo sa?
«Quello di Malagrotta è un rigassificatore. Spento da anni. Stiamo ancora aspettando il via libera agli adeguamenti necessari che avevamo chiesto. Intanto la spazzatura di Roma trattata qui per essere bruciata nel nostro impianto viene spedita fuori».
Dove?
«In Bulgaria, per esempio».
Con i camion?
«Pensi che spreco e che inquinamento. Camion, nave, ancora camion… Sa che cosa salva i responsabili di questo pasticcio? Che hanno chiuso i manicomi».
Ma anche senza rigassificatore lei ha fatto comunque un sacco di soldi. Quanta immondizia è sepolta a Malagrotta?
«Almeno 45 milioni di tonnellate. In trent’anni. E ce ne potrebbe stare ancora. Negli altri Paesi le discariche si riutilizzano a ciclo continuo».
Oggi sarebbero tre, quattro miliardi di euro?
«Per quanto riguarda i soldi, le assicuro che ho reinvestito tutto. Vivo francescanamente».
Mai dato soldi ai partiti?
«Contributi elettorali, regolarmente denunciati».
Anche ai 5 Stelle?
«Nossignore».
I sindaci migliori di Roma?
«Amerigo Petrucci e Francesco Rutelli».
Ha votato anche lei per Virginia Raggi?
«Voto a Pisoniano».
Ipotizzando di dover votare a Roma?
«Non la votavo. Per fare il sindaco non ci si alza dalla sera alla mattina».

Corriere della Sera

Share
Share