Ok di Bruxelles alle nozze tra Wind e «3»

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Il matrimonio apre le porte del Belpaese a Niel, che cerca nel fisso un asse con Enel

Logo WindCome da copione la Commissione europea ha approvato la fusione tra i gestori mobili «3 Italia» e Wind. L’approvazione è soggetta però a una condizione, ossia la cessione di asset da parte delle due spose che consentano a un nuovo operatore mobile di entrare sul mercato italiano. Il pretendente al trono di quarto gestore, nell’affollato e molto competitivo panorama della telefonia mobile, c’è già.
Si tratta di Iliad che fa capo a Xavier Niel che in Francia ha lanciato l’operatore mobile Free e quello di telefonia fissa Iliad. Niel aveva anche preso una quota in Telecom Italia e avanzato una proposta simile in Inghilterra, sulla fusione degli operatori «3» e 02. Ma se Oltremanica l’operazione è stata bocciata dall’Antitrust Ue in Italia, dove il mercato è considerato più competitivo, è passata.
Ora Niel dovrà sborsare dai 400 ai 500 milioni di euro per rilevare alcuni asset (siti e frequenze) che facevano parte delle reti di Wind e «3» e poi fare una sua rete anche se all’inizio partirà come operatore virtuale usando un accordo di roaming a prezzo calmierato.
Secondo il commissario Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, «3» e Wind «potranno così godere i benefici che deriveranno dall’unione dei loro asset, mentre i clienti italiani della telefonia mobile continueranno a beneficiare di un’effettiva concorrenza». Niel, che in Francia con Free ha lanciato una forte concorrenza nel mobile, avrebbe, secondo indiscrezioni, cominciato a sondare una possibile offerta a pacchetto, che includa la telefonia fissa, tramite un accordo con Enel. Quanto ai contenuti qualcuno lo vede come potenziale alleato di Vincent Bolloré: potrebbe aiutarlo a risolvere la guerra in corso con Mediaset dopo il voltafaccia di Vivendi sull’acquisto della pay tv Premium. In Francia infatti Iliad sta per siglare un accordo con Canal Plus, la pay tv di Vivendi, primo socio di Telecom. Certo la strada per Niel in Italia non sarà facile come Oltralpe. Quando Free è entrata sul mercato transalpino infatti l’«Arpu» medio dei clienti francesi era intorno ai 30 euro. In Italia, invece, la concorrenza si è già data molto da fare e il ricavo medio per cliente è intorno ai 12 euro.
Passando all’operazione di fusione, che creerà il maggior operatore italiano di telefonia mobile con 31 milioni di abbonati e 2,8 nella telefonia fissa, le due società capogruppo interessate, ossia la cinese di Hong Kong Hutchison per «3» e la russa VimpelCom per Wind, hanno fornito alcune cifre. «La fusione-è scritto in un comunicato-creerà notevoli sinergie che permetteranno investimenti per 7 miliardi in infrastrutture digitali in Italia». Secondo quanto già deciso sul fronte delle cariche operative la nuova società sarà guidata dal capo azienda di Wind, Maximo Ibarra mentre l’ad di «3», Vincenzo Novari entrerà nel cda della joint venture per conto di Hutchinson. Un ruolo importante sarà anche destinato al direttore generale di «3» Dina Ravera, che guiderà il processo di integrazione tra le aziende.

Maddalena Camera, il Giornale

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