Uber non riesce a cambiare marcia: perde un miliardo in sei mesi

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La società americana, che non è quotata e non pubblica i resoconti trimestrali, avrebbe peggiorato i risultati reddituali anche negli Usa, dove era riuscita a invertire la rotta

Logo of the Uber and Facebook are seen through magnifier on display in this illustration taken in SarajevoUber, la società degli autisti fai-da-te, fatica a cambiare marcia: nella prima metà del 2016 ha perso almeno 1,2 miliardi di dollari, poco più di 1 miliardo di euro al cambio attuale.
La notizia arriva da Bloomberg, che ricorda come la società non sia quotata e non pubblichi quindi un’informativa puntuale sui conti. Ma ogni trimestre riunisce in conferenza virtuale i suoi azionisti per fare il punto della performance finanziaria. E secondo quanto trapelato, le ultime indicazioni non sono state rosee: persino negli Stati Uniti, dove Uber era riuscita a girare in positivo nei primi tre mesi dell’anno, il risultato è tornato in rosso.
Secondo quanto ricostruito, Uber ha registrato un margine negativo (prima di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti) di 520 milioni nel primo tremestre, cui si somma un nuovo dato negativo per oltre 750 milioni nel secondo (con un ‘buco’ da 100 negli Usa). Significa che l’ebitda semestrale è dunque in rosso per oltre 1,2 miliardi di dollari, ma la società non ha commentato ufficialmente qusti dati. Il calcolo aggregato delle perdite registrate nei sette anni di vita dovrebbe così esser aggiornato a 4 miliardi di dollari.
Gli analisti citati dalla Bloomberg sono concordi nel sottolineare l’importanza di questa perdita, anche per una compagnia tecnologica che sta investendo molto per imporsi con il suo servizio in giro per il mondo e a fronte degli investimenti necessari per accrescere il proprio giro d’affari. Persino Amazon, che accresce continuamente il suo valore pur perdendo soldi, si è “fermata” a una perdita record da 1,4 miliardi nel 2000.
Ma la strada potrebbe piegare in discesa, dopo l’erta del secondo trimestre 2016. Infatti a luglio Uber ha siglato un accordo con il suo più acerrimo concorrente, la cinese Didi, con la quale sono giunti a miti consigli per non farsi la guerra sul mercato asiatico, dalla quale la società americana si è ritirata in cambio di una partecipazione del 17,5% in una nuova compagnia congiunta con i cinesi. Sul campo, però, Uber ha lasciato 2 miliardi di investimenti.

Repubblica

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