Costa Crociere, sette nuove navi “green” per consolidare il suo mercato in Europa

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PALOMBA NEILSette nuove navi per un investimento complessivo di oltre 5 miliardi di euro. Costa va alla sfida globale delle crociere puntando a rafforzare la sua presenza in Asia e a consolidare la sua leadership in Europa. Una strategia costosa ma irrinunciabile, soprattutto per chi ha aperto per prima, nel 2006 con “Allegra”, la “via della seta”, portando le prime crociere in Cina. Per il brand “Costa Asia” saranno due le nuove navi che si aggiungeranno a quelle già operative, perché è questo il mercato destinato a crescere di più. Per “il resto del mondo”, invece, la crescita non sarà solo numerica, ma anche qualitativa. Le nuove navi Costa, infatti, saranno concettualmente diverse, con spazi a bordo completamente ridisegnati rispetto a quelli attuali. «Stare in paesi differenti per noi è fondamentale, per continuare a crescere – spiega il direttore generale di Costa Crociere Neil Palomba, nel suo ufficio al quinto piano del Palazzo Costa, nella centralissima piazza Piccapietra – oggi, infatti, la crociera copre il 10-15% dell’offerta di turismo organizzato, ci sono quindi margini enormi di crescita ». Nei giorni scorsi l’associazione europea degli operatori delle crociere, la Clia, ha diffuso dati che confermano la leadership italiana in un settore che ha ritorni pesanti anche a terra. I posti di lavoro generati dalle crociere in Italia sono 103mila e i ricavi complessivi superano i 4,5 miliardi di euro, il 30% di tutta quanta l’Europa. Numeri molto “italiani” per Costa, se si considera che i marittimi della Penisola imbarcati sono 2.700, oltre ai mille dipendenti della sede di Genova. «Noi mettiamo in campo una flotta di 26 navi con 72mila posti letto, con i due brand Costa e Aida – continua Palomba – e i nostri piani di crescita prevedono l’arrivo di 7 nuove navi, con un incremento del 15% del tonnellaggio complessivo e la creazione di altri 750 posti di lavoro per italiani, tra ruoli di comando, di macchina e alberghieri. L’impatto più significativo è però quello sui cantieri, ogni nave comporta infatti centinaia di milioni di investimento e migliaia di posti di lavoro. Crediamo anche di dare un sostegno significativo al turismo italiano con 30 milioni di euro l’anno di commissioni alle agenzie di viaggi e con Alpitour siamo proprietari di due network, Geotravel e Network Travel – aggiunge Palomba mercato ancora preponderante nell’era di internet per le prenotazioni di crociere». Certo, le cose potrebbero andare meglio in Italia, se le infrastrutture portuali fossero dimensionate sulla qualità del servizio offerto dalle compagnie di crociera. Anche per questo, dove possibile, la compagnia genovese sceglie di operare all’interno di aree in concessione. Presente nei principali porti italiani (ma non a Genova da cui se ne andò nel 2003), ha il suo “home port” a Savona e ora guarda a un progetto analogo a Livorno, puntando alla gestione di un terminal crociere che Costa vorrebbe rilanciare con un investimento intorno ai 20 milioni. «A Savona siamo arrivati nel ’96 e nel 2004 abbiamo iniziato a operare in un terminal in concessione concettualmente mutuato dagli aeroporti – dice Palomba – e da allora abbiamo investito 30 milioni». Lo scorso anno il gruppo genovese ha raggiunto 3,34 miliardi di fatturato e stima di chiudere il 2016 con una crescita sensibile, come dimostra anche l’andamento del primo semestre appena concluso. Un aiuto importante, da questo punto di vista, può arrivare anche dalla crescita del prodotto “volo-crociera”. Lo scorso anno i passeggeri scesi negli aeroporti italiani sono stati 300mila, ma il dato può aumentare ancora. E per crescere Costa pensa anche a impostare le sue strategie con navi sempre più sostenibili, per arrivare alle “emissioni zero” e alla gestione totale del ciclo dei rifiuti, attrezzandosi con aree in concessione a terra, e alimentate a Lng. L’elemento su cui si farà maggiore leva sarà però il nuovo modello di navi, affidate alla matita dell’architetto israeliano (con studio a Roma) Adam Piani, nuovo creative director. Piani sta già lavorando con quattro studi di architettura (due americani, uno tedesco, uno italiano). «Ognuno avrà una mission specifica, tenendo però conto che noi dobbiamo sempre rappresentare l’Italia in tutto il mondo – dice Palomba – ripenseremo gli spazi utilizzati durante il giorno, per renderli fruibili con più funzioni dalla mattina alla sera”. Il primo banco di prova sarà nell’ottobre del 2019. Sarà il cantiere Meier di Turku, in Finlandia, a costruire la prima delle nuove navi Costa da 180mila tonnellate di stazza lorda e in grado di ospitare 5.186 passeggeri, alimentata a Lng. Sempre nello stesso anno arriverà la prima nave per Costa Asia, costruita da Fincantieri. Nel 2020 una terza nave per Aida (Meier Werft) e la seconda per Costa Asia (Fincantieri). Il piano di crescita si concluderà nel 2021 con la seconda Costa a Lng, firmata ancora dai cantieri di Turku. «Il risultato finale sarà una vera rivoluzione nel mondo delle crociere », chiude il direttore generale. Qui accanto, un’immagine della Costa Diadema. La flotta Costa conta ad oggi 26 navi Il direttore generale di Costa Crociere Neil Palomba.

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