Telecom Italia non cede alle pressioni di Cellnex su Inwit, il dossier rimane sospeso

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FLAVIO-CATTANEO-In rosso e in controtendenza il titolo di Telecom Italia, che cede lo 0,82% e si riporta a 72,9 centesimi (facendo comunque meglio del Ftse Mib che cede lo 0,97%). Ieri si è registrato un rapido e vivace confronto con Cellnex sul tema irrisolto di Inwit (-0,2%), la società delle torri di Telecom Italia della quale quest’ultima controlla il 60% circa ma vorrebbe dimezzare le quote.
Per il gruppo si sono poste due offerte a inizio anno.
La prima proveniente da Cellnex/F2i che avevano proposto per il 45% di Inwit 4,5 euro ad azione valorizzando il gruppo 2,7 miliardi di euro (in questo momento ne vale in Borsa 2,38) e proponendosi per un’opa.
La seconda di EI Towers che voleva invece tenersi sotto la soglia del 30% (che fa scattare l’opa) aveva messo sul piatto 5 euro e proposto a latere la cessione al gruppo di torri proprie per 200 milioni di euro circa.
In pratica il cambio dell’amministratore delegato di Telecom Italia, da Marco Patuano a Flavio Cattaneo, e il board sempre più espressione del socio di riferimento Vivendi avevano portato però a un congelamento della vendita delle quote di Inwit e a un rinvio.
Ieri però Tobias Martinez, amministratore delegato di Cellnex (la società delle torri di Abertis che è cresciuta anche con l’acquisto delle torri di Wind) ha dichiarato che il suo favore all’attesa fusione di Wind con 3 italia, ma ha anche affermato sul caso delle torri di Telecom: “Noi rispettiamo la volontà di Telecom Italia, ma Inwit è una questione su cui deve decidere. Devono capire cosa fare guardando al futuro. Se hanno bisogno di soldi, noi possiamo pagare, ma se aspettano molto, può essere che in futuro noi abbiamo altre priorità”.
La risposta stizzita di Telecom non si è fatta attendere: la società ha infatti sottolineato di avere registrato nel 2015 un flusso di cassa operativo di 2 miliardi di euro e quindi di non avere problemi di liquidità. Il margine di liquidità del gruppo era a fine marzo di 10,4 miliardi di euro “permettendo una copertura delle scadenze finanziarie fino al 2019. La Società quindi è nella posizione di riservarsi il tempo opportuno per valutare il percorso di miglior creazione di valore per Inwit, come già comunicato alla stessa Cellnex”. La situazione su Inwit rimane insomma sospesa e rinviata a data destinarsi.

La Stampa

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