Lasciate lavorare la povera Raggi

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raggiSono incredulo davanti al miserabile spettacolo di ciò che succede intorno a Virginia Raggi, nei suoi primi giorni da sindaca di Roma. Eppure conosco bene la bassezza, le meschine volgarità nelle più diverse situazioni, della politica italiana. Non entro nei particolari perché voglio star ben lontano da questa indecenza. Diciamo che la rappresentante del Movimento 5 Stelle non si era ancora insediata che già le piovevano addosso consigli interessati, malizie, sospetti e accuse non solo dall’esterno, ma anche – trasparenti – dall’interno del suo movimento. In sintesi, si tratta di questo: «il buongiorno si vede dal mattino! Ha cominciato malissimo, sarà un disastro, si capisce subito…». Il bello è che la Raggi non ha fatto praticamente nulla, com’era giusto e inevitabile: qualche incontro, qualche sondaggio. Ma si scatena la lotta, all’interno e all’esterno del Comune di Roma, per bloccare le eventuali scelte della Raggi per il suo staff e per gli assessorati. Che pena. Per lei, come per chiunque altro nelle stesse condizioni, dovrebbero bastare due parole due, né di meno né di più: lasciatela lavorare.

Cesare Lanza, ItaliaOggi

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