Antitrust: con la fibra, addio alla rendita Telecom. Concorrenza antidoto alle disuguaglianze

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antitrustL’eco della stangata Antitrust sulle maxi-bollette dei grandi operatori di luce e gas è ancora ben viva quando Giovanni Pitruzzella inizia a leggere, mercoledì mattina al Senato, la sua relazione annuale sull’attività svolta nel 2015 come garante della concorrenza. E lancia una nuova parola d’ordine che è anche una chiave di lettura sul lavoro dell’Antitrust di questi ultimi tempi: “Aumentare l’innovazione e la concorrenza – afferma il presidente dell’organo di garanzia – per ridurre le disuguaglianze sociali” e poter affrontare la “grande trasformazione” dell’economia globalizzata, superando così la crisi che dal 2008 ha attanagliato l’Italia e l’Europa. Non manca, è ovvio, il rendiconto sui 504 milioni di sanzioni inflitte a gruppi e associazioni, grandi e piccoli, online e off line, che lo scorso anno hanno abusato della concorrenza o si sono lanciati in pratiche commerciali che hanno danneggiato i consumatori; ma il taglio che Pitruzzella ha voluto dare è stato più rivolto al sociale e al fatto che se l’eccesso di disuguaglianze è stata una delle cause scatenanti della crisi, come richiama il premio Nobel Joseph Stiglitz, allora l’irrobustimento dell’azione Antitrust e la promozione dell’innovazione sono gli antidoti alla malattia e il volano per rilanciare una crescita più equa.

E quindi: sì alla nuova rete in fibra ottica che Enel Open Fiber (con Vodafone e Wind) eTelecom Italia si sono impegnate a realizzare e no a “sussidi incrociati”. Occhio attento alleconcentrazioni, ai cartelli sulle gare pubbliche e a Internet che “non è il regno dell’armonia e della libertà, ma il terreno dei nuovi conflitti del XXI secolo”. Lotta senza quartiere alle rendite “che costituiscono un freno all’innovazione e contribuiscono a rendere stagnante l’economia e ad accrescere le disuguaglianze”. Si a Trasporti pubblici locali più concorrenziali e massima attenzione all’e-commerce che offre nuove opportunità ma produce nuove insidie per i consumatori”. Vediamo quali, più nel dettaglio.

LE SANZIONI

Lo scorso anno e nei primi 5 mesi del 2016 l’Antitrust ha sanzionato per 433 milioni gli abusi alla concorrenza e per altri 71 milioni gli interventi in materia di pratiche commerciali scorrette. Nei 18 mesi precedenti (gennaio 2014-giugno2015) erano state rispettivamente pari a 266 e 30 milioni con un incremento del 63% nel primo caso e del 137% nel secondo. Un’indicazione chiara del fatto che, pur collaborando in sintonia con le altre Authority di settore, l’Antitrust fa ormai da apripista: lo si è visto nelle maxi sanzioni agli operatori telefonici così come nei confronti delle società dell’energia multate per pubblicità non veritiere, fatturazioni inadeguate e/o aggressive.

BANDA ULTRALARGA E RETE IN FIBRA

L’Antitrust vigilerà affinché sia rispettata la concorrenza nelle nuove reti di telecomunicazioni in fibra e affinché nessuno tragga vantaggi attraverso “qualche forma di sussidio incrociato”, ha voluto sottolineare Pitruzzella. La vecchia rete in rame, in sostanza, è al tramonto e “si è aperta la strada a una concorrenza basata sull’innovazione. Viviamo una fase caratterizzata da un notevole dinamismo. E’ nato un nuovo operatore non verticalmente integrato che ha lo scopo di realizzare una vasta rete in fibra (Enel Open Fiber) e che ha annunciato investimenti per 2,5 miliardi di euro”. D’altro canto Telecom ha avviato “un ampio piano di investimenti” nelle reti in fibra ottica (pari a 3,6 miliardi). In questo scenario “l’Autorità della concorrenza continua a vigilare per assicurare che questo nuovo dinamismo sia basato su una concorrenza che produca innovazione e che nessun attore (neppure quelli nuovi) ricerchino vantaggi sfruttando qualche forma di sussidio incrociato”. “Il riferimento chiaro è ad Enel”, ha commentato il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi.

L’impatto positivo dell’infrastruttura in fibra oscillerà tra il 7 e il 23 per cento sulla produttività delle sole microimprese, secondo le stime dell’Authority.

I GIGANTI DEL WEB

Spesso su Internet le grandi piattaforme di ricerca impongono clausole restrittive. Ed è contro queste che sono state multate Booking ed Expedia. Anche Amazon è finita nel mirino perché non era ben chiaro quale fosse l’identità del venditore di modo che il consumatore non riusciva a capire nei confronti di chi eventualmente prendersela in caso di reclamo. Questi casi sono stati citati da Pitruzzella per sottolineare come, in seguito all’intervento dell’Antitrust, i Big si siano adeguati alle richieste e ciò abbia migliorato la competizione con l’emergere di nuovi operatori e proposte. Come dire che le sanzioni sono fondamentali ma poi producono conseguenze più ampie e di più lunga durata. Positivo, in questo senso, anche l’accenno alla riorganizzazione avviata da Telecom Italia per recuperare terreno sul fronte della piena uguaglianza di accesso alla rete da parte dei propri concorrenti. Un processo, tuttavia, che il garante “sta monitorando con estrema attenzione”.

INNOVAZIONE E CONCORRENZA

Pitruzzella ha citato i casi di Uber e AirBnb per dimostrare che è sostanzialmente inutile bloccare la valanga dell’economia della condivisione. In attesa di adeguare le normative è comunque possibile evitare gli irrigidimenti formali con un’interpretazione costituzionalmente orientata: per esempio, nel caso di Uber evitando di imporre il ritorno in rimessa prima di prendere a bordo ogni nuovo passeggero: Nel caso di AirBnb, il garante ha fatto ricorso al Tar contro la normativa della Regione Lazio che paralizzerebbe questo tipo di attività.

ENERGIA

Proprio mentre è ripreso l’iter della Legge sulla Concorrenza, che dovrebbe sancire la piena liberalizzazione del mercato di luce e gas dal 1° gennaio 2018 (ma già si parla di uno slittamento di 6 mesi) l’Antitrust ha multato i maggiori operatori per pratiche commerciali scorrette e violazione dei diritti dei consumatori: Acea, Edison, Enel, Eni, Hera, Gdf Suez, Green Network e Beetwin. L’ultima ondata di multe è di pochi giorni fa (14,5 milioni complessivi a carico dei primi quattro operatori citati). Acea ha annunciato ricordo al Tar, Enel ha minimizzato il numero delle irregolarità in rapporto ai 250 milioni di bollette emesse annualmente.

GARE PUBBLICHE E CONCENTRAZIONI

Circa 114 milioni di multa per il cartello di imprese che operava sulle gare Consip per l’affidamento dei servizi di pulizia nelle scuole. E’ questo il caso più clamoroso. Ma sulla questione delle gare l’Antitrust batte con insistenza sia per l’impatto sulla spesa pubblica sia per il disservizio ai cittadini. Da ricordare anche la recentissima sentenza sul cartello delle società di vendita-ristoro tramite distributori automatici: oltre 100 milioni di multa che ha coinvolto anche l’associazione di categoria Confida. Quest’ultima ha annunciato ricorso al Tar.

L’Authority ha ricordato anche la sanzione di 66 milioni che ha colpito l’intesa tra Lega Calcio e Infont che ha alterato la gara per i diritti Tv sulla serie A.

RIFORMA MADIA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La riforma del ministro Madia, (atteso il via libera al decreto sui cosiddetti “furbetti del cartellino”), ha detto Pitruzzella, “è in piena sintonia con i suggerimenti dell’Antitrust e dà vita, con i decreti legislativi d’attuazione ad uno dei più importanti processi di riforma amministrativa della storia italiana”.

LEGGE ANNUALE SULLA CONCORRENZA

Pitruzzella ha voluto guardare al “bicchiere mezzo pieno”, riferendosi alla legge annuale sulla concorrenza e sull’iter di approvazione che è ripartito alla Camera. Ma ha anche avvertito che per la prossima legge annuale bisognerà eliminare “quei privilegi normativi che ancora esistono e che in alcuni settori, dalle farmacie, alle concessioni, ai trasporti, al commercio al dettaglio, alle professioni regolamentate, bloccano la concorrenza e creano intollerabili forme di diseguaglianza”.

“Il testo – attualmente in corso di approvazione – contiene ancora rilevanti norme pro-concorrenziali, come quella che riguarda la piena liberalizzazione del mercato retail dell’energia”. Una rapida approvazione della legge consentirebbe di avviare il processo per la presentazione di un nuovo disegno di legge in modo da dare attuazione alla periodicità annuale prevista dal legislatore per gli interventi di promozione della concorrenza”.

Firstonline

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