Anno di profitti record per le compagnie aeree: 39,4 miliardi di dollari di utili netti

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viaggiare aereoLe compagnie aeree mondiali festeggiano un altro anno di profitti record. Tutti felici, o quasi, perchè c’è ancora qualcuno che soffre. La stima per quest’anno è di 39,4 miliardi di dollari di utili netti aggregati per tutte le aviolinee mondiali, secondo la Iata, associazione mondiale del trasporto aereo cui aderiscono 264 compagnie, che rappresentano l’83% del traffico mondiale. Nell’assemblea annuale in corso a Dublino la Iata ha migliorato le stime degli utili per quest’anno di 3,1 miliardi rispetto alle previsioni annunciate in dicembre. Anche il consuntivo 2015 è stato rivisto al rialzo, 35,3 miliardi di profitti netti aggregati, rispetto ai 33 miliardi stimati nello scorso dicembre.
Le compagnie più ricche in Nord America, seguono Asia ed Europa
«Tutte le regioni contribuiscono a quest’incremento di 4,1 miliardi rispetto ai profitti del 2015 con risultati migliorati, ma ci sono forti differenze», fa notare Tony Tyler, il direttore generale della Iata che lascia l’incarico dopo 5 anni, in anticipo rispetto alla scadenza del mandato. Tornerà a vivere a Hong Kong, dove in passato ha guidato Cathay Pacific. Il suo posto dal primo settembre verrà preso da Alexandre de Juniac, che lascia la guida di Air France-Klm. Oltre metà dei profitti dell’industria previsti quest’anno verranno generati in Nord America (22,9 miliardi, dopo i 21,9 miliardi nel 2015). L’Europa si stima che farà 7,5 miliardi di utili netti rispetto ai 7,1 nel 2015. In Asia-Pacifico c’è la previsione di 7,8 miliardi di utili, dopo i 7,2 nel 2015. Nel Medio Oriente i profitti stimati sono 1,6 miliardi, 200 milioni in più del 2015. Resta in rosso il bilancio delle compagnie africane, con 500 milioni di dollari di perdite previste, 200 milioni in meno dell’anno scorso; in Sud America appena 100 milioni di profitti stimati, rispetto a 1,5 miliardi di perdite nel 2015.
Questi risultati sono la conseguenza soprattutto del ribasso del prezzo del petrolio, che porta benefici ampiamente superiori a quelli ottenuti con le ristrutturazioni e con le alleanze, queste ultime – ha detto Tyler – «rimangono fondamentali perché la nostra industria abbia successo». La bolletta del carburante di tutte le compagnie mondiali l’anno scorso è diminuita di 45 miliardi a 181 miliardi. E quest’anno la Iata prevede un risparmio aggiutivo di 54 miliardi, pertanto la spesa totale delle compagnie per il carburante è prevista in 127 miliardi. Le previsioni sono basate su una stima del prezzo medio del petrolio a 45 dollari al barile (Brent) rispetto a 53,9 dollari nel 2015. I ricavi totali del settore sono previsti pari a 740 miliardi di dollari (pari all’1% del Pil mondiale), 10 miliardi in meno del 2015. Il traffico dovrebbe crescere del 6% a 3,78 miliardi di passeggeri. «Le aerolinee stanno producendo risultati solidi anche se ci sono alcuni venti contrari nell’economia. È un risultato impressionante e l’umore dell’industria in generale è ottimista», ha osservato Tyler. Per il secondo anno consecutivo e solo per la seconda volta nella storia dell’industria -ha fatto però notare – il rendimento del capitale investito quest’anno (9,8%) supererà il costo del capitale, stimato al 6,8 per cento. «Questo è il livello minimo atteso dagli investitori», ha commentato Tyler. «Abbiamo avuto pochi anni di buoni profitti e alcune compagnie hanno cominciato a ripagare i debiti. Ci vorrà comunque un lungo periodo di profitti prima che i bilanci ritornino pienamente in salute».
Alitalia in rosso. Ball: «Bisogna agire velocemente»
Alcune compagnie però rimangono in perdita. Tra queste in particolare le italiane Alitalia e Meridiana. La nuova Alitalia, controllata al 49% da Etihad, ha perso 199,1 milioni di euro nel 2015. Quest’anno è prevista ancora una perdita. L’obiettivo è raggiungere l’utile l’anno prossimo. «Siamo in linea», ha detto senza sbilanciarsi Cramer Ball, il nuovo a.d. australiano di Alitalia, presente a Dublino a fianco dell’a.d. del gruppo Etihad e suo mentore, James Hogan, che è vicepresidente di Alitalia. «Ripeto ai miei che bisogna fare le cose velocemente», osserva Ball, dicendo «velocemente» in italiano. Secondo il nuovo a.d. i suoi stimoli vengono recepiti “bene” dal personale. «Abbiamo inaugurato due nuove lounge, a Fiumicino e Malpensa, c’erano dei dipendenti in lacrime per l’emozione», ha osservato Ball, prima di venire richiamato bonariamente al silenzio da Hogan. Alitalia continua a dire che i conti seguono le previsioni. Tuttavia queste previsioni erano state fatte nel piano approvato l’8 agosto 2014, come base per l’alleanza con Etihad, dal cda all’epoca guidato da Gabriele Del Torchio. Allora il prezzo del petrolio era sui 100 dollari al barile, quindi dai risultati non sembra che il crollo del prezzo del petrolio abbia recato benefici ad Alitalia. «L’utile nel 2017 si può raggiungere, con un po’ di fortuna», ha osservato Giovanni Bisignani, ex direttore generale della Iata fino al 2011, ora nel cda della nuova Alitalia.
Al Baker (Qatar Airways): «Di Meridiana non parlo»
È più pesante la situazione economico-finanziaria di Meridiana, la compagnia controllata dall’Aga Khan che ha sottoposto ai sindacati un piano di 900 esuberi come condizione per la cessione del 49% a Qatar Airways, che potrebbe diventare il cavaliere bianco della compagnia basata a Olbia. I sindacati non hanno accettato questi tagli, di recente il vertice di Meridiana ha scritto ai dipendenti che l’Aga Khan non farà altre ricapitalizzazioni e che solo Qatar Airways può salvare Meridiana. Akbar Al Baker, a.d. di Qatar Airways, interpellato a Dublino sulla situazione di Meridiana, non ha voluto fare commenti: «Non parlerò con lei di questo argomento», ha risposto al Sole 24 Ore. Nelle ultime settimane Qatar Airways ha aumentato la partecipazione dal 10 al 15% nella Iag, la holding europea quotata in Borsa che possiede il 100% di British Airways, Iberia, Vueling e Aer Lingus.
Spohr (Lufthansa): «Vogliamo far crescere Air Dolomiti»
In Europa le compagnie con i risultati migliori sono il gruppo Iag e Lufthansa, insieme alle low cost Ryanair e EasyJet, che non fanno parte della Iata. Più fragile la situazione di Air France-Klm, che nel 2015 è tornata in utile grazie a proventi straordinari e alla riduzione del prezzo del petrolio. L’amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr, impegnato da tempo in una battaglia contro la crescita dei vettori del Golfo in Europa, a causa dei presunti aiuti di Stato che riceverebbero, non ha mosso obiezioni all’incremento al 15% della quota della compagnia di Doha in Iag: «È un’operazione finanziaria. Il Qatar compra tutto. Anche in Germania, la Volkswagen…». Sui conti di Lufthansa Spohr vede un margine di miglioramento: «Abbiamo fatto risultati record nel 2015. Le cose vanno bene. Quest’anno prevediamo di fare ancora meglio, se non ci saranno imprevisti». Infine l’Italia: «Anche in Italia andiamo bene. Siamo contenti di Air Dolomiti. È una compagnia un po’ piccola, vorremmo farla crescere. Dobbiamo trovare le rotte adatte». A Lufthansa può interessare Meridiana? «Meridiana la vuole comprare Qatar Airways».

Gianni Dragoni, Il Sole 24 Ore

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