Vegas: soluzione Rcs entro l’estate È importante che il Corriere abbia le risorse per andare avanti

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bonomi, cairoAl massimo fra tre mesi dovrebbe essere chiaro il destino di Rcs, ovvero se sarà Urbano Cairo ad aggiudicarsi il gruppo attraverso la sua offerta di scambio, oppure se vincerà la cordata guidata dalla Investindustrial di Andrea Bonomi. È il parere del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, secondo cui «entro l’estate la situazione si chiarirà.
Ci sono due cordate che si stanno guardando e forse rilanceranno, vedremo». «L’importante», ha aggiunto Vegas durante la registrazione della trasmissione 2Next, in onda stasera su Rai 2 «è che il giornale (il Corriere della Sera, ndr) abbia le risorse sufficienti per andare avanti».
Il titolo della società ha ancora limato ieri i guadagni dei giorni scorsi, chiudendo comunque sopra i 70 centesimi, ovvero il prezzo dell’opa di Bonomi e dei soci storici, chiudendo a 0,7185 euro, in calo dello 0,76%.
Sull’argomento no comment da parte del presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro: «Non mi esprimo, ci sono due offerte, faremo le nostre valutazioni nel cda», ha detto, sottolineando che comunque nel consiglio di amministrazione di oggi della banca, che è il principale creditore di via Solferino, non verranno affrontate le offerte per la casa editrice.
Commento invece fuori dal coro quello di Enrico Salza, ex presidente del consiglio di gestione di Intesa-Sanpaolo e ora presidente di Intesa Sanpaolo Highline, che ha il compito di gestire il nuovo grattacielo torinese della banca. Salza ha una sua ricetta: una soluzione straniera per il gruppo del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport. «Bisogna andare a trovare dei soci esteri che siano perbene», ha detto a margine dell’inaugurazione del nuovo quartier generale di Prima Industrie a Collegno. Nessun riferimento all’ops di Cairo né all’opa di Bonomi. «Non basta un solo imprenditore-editore straniero», ha aggiunto Salza «ce ne vorrebbero di più, raccolti attorno alla figura di Ferruccio de Bortoli, uno che ha coraggio. Come lo ha dimostrato a proposito della riforma costituzionale dicendo che voterà no».
Valutazioni dei singoli a parte, l’attesa resta su un possibile rilancio e, se ci sarà una mossa, dovrebbe essere quella di Cairo. Sabato, dopo la sospensione per la richiesta di chiarimenti, è ripartito l’esame della Consob della sua ops, mentre la cordata concorrente ha presentato venerdì il proprio documento di offerta pubblica su Rcs all’organismo di vigilanza sulla Borsa. Se vincerà l’offerta di Bonomi tornerà il patto di sindacato in Rcs, dopo l’assenza degli ultimi tre anni: legherà gli offerenti che costituiranno una new co, di cui Bonomi deterrà il 45% attraverso la International Acquisitions Holding Sarl, mentre la DI. VI. Finanziaria di Diego Della Valle & C., Mediobanca, UnipolSai Assicurazioni (anche per conto di UnipolSai Finance) e Pirelli avranno il 55%. Nel patto si stabilisce per filo e per segno chi sarà a stabilire la governance di via Rizzoli.
L’offerta pubblica ha per oggetto massime 403.937.789 azioni ordinarie di Rcs MediaGroup e sarà lanciata per mezzo di un veicolo societario in fase di costituzione. Con 70 centesimi di euro per azione, il controvalore complessivo massimo dell’Offerta, nel caso di adesione totalitaria, è pari a 282,7 milioni.
Dal canto suo, il cda di Rcs Mediagroup venerdì ha promosso l’offerta di Bonomi, anche se l’opa non è stata «concordata né preventivamente comunicata alla società», ma il corrispettivo in contanti di 0,70 euro per azione Rcs è a premio rispetto alle medie a tre, sei e dodici mesi, se si considerano le quotazioni del titolo prima dal 13 maggio scorso, data in cui l’offerta è stata comunicata. Se invece si considerano le medie dall’8 aprile, giorno in cui è stata resa nota l’ops di Cairo, il prezzo di 70 centesimi è superiore sì alle medie a tre e sei mesi, ma inferiore a quella sui 12 mesi. Questo perché, spiega ancora la nota del cda, il titolo nell’ultimo periodo ha risentito sia della notizia dell’uscita di Fiat dall’azionariato, sia del protrarsi del negoziato con le banche finanziatrici. Secondo il consiglio, comunque, i 70 centesimi sono inferiori rispetto alla media delle valutazioni degli analisti che sempre prima dell’8 aprile aveva un target price di 81 centesimi.

Italia Oggi

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