Incentivi d’oro per i ceo di Piazza Affari, +87% nel 2015. Aumentano le donne nei cda

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borsaBalzo degli incentivi agli amministratori delegati delle società quotate in Piazza Affari. Nel 2015 gli incentivi di breve termine (Short Term Incentive), ossia i premi percepiti dagli Amministratori Delegati in relazione alle performance 2015, risultano in netta crescita rispetto a quelli del 2014 con un aumento di ben 87 punti percentuali rispetto al 2014. Decisamente di più rispetto al rendimento dell’indice Ftse Mib (+11%) e al +22% registrato dall’utile lordo cumulato dalle aziende dell’indice Ftse Mib. Son questi i riscontri che emergono dallo studio sui compensi dei Consigli di Amministrazione delle società del FTSE MIB condotto da Mercer, società leader a livello globale nella consulenza direzionale HR. In media l’amministratore delegato di una società quotata sul Ftse Mib ha percepito nel 2015 un incentivo di 634mila euro, nel 2014 era stato di 339mila e nel 2013 di 434mila. Le aziende che nel 2015 hanno effettivamente pagato un incentivo STI (Short Term Incentive) sono state più dell’80% del campione analizzato, rispetto al 75% dell’anno scorso; un trend ancora crescente rispetto ai livelli del 2013 (60%). “La crescita dei premi a breve periodo (+87% rispetto all’anno precedente) è supportata dai risultati positivi in termini di performance economica, finanziarie e patrimoniale delle aziende, come dimostrato dall’andamento dell’indice borsistico di cui fanno parte – commenta Marco Valerio Morelli, amministratore delegato Mercer Italia – così come dalla somma degli utili lordi prodotti che cresce complessivamente del 22% rispetto al 2014. Va posta un’attenzione critica al fatto che il campione mostra questo trend anche con riferimento alle società finanziarie”. La remunerazione fissa assegnata agli amministratori delegati nel corso del 2015 ha evidenziato una crescita moderata rispetto all’anno precedente con riferimento alla fascia centrale del mercato (mediana: +4%). Si evidenzia nel dettaglio una diminuzione delle differenze retributive tra gli stipendi degli AD. “A fronte di una crescita contenuta nei valori medi – sottolinea Morelli – abbiamo rilevato un incremento più importante tra le aziende che prima pagavano meno gli AD. Una sorta di processo di allineamento del fisso che riconosca le responsabilità dell’AD a prescindere della complessità e sfida assegnata”. Infine lo studio di Mercer sottolinea come i Consigli di Amministrazione sono composti mediamente al 29% da donne; il dato è in costante crescita rispetto al 23% del 2015 ed al 10% del 2014. Si intensifica quindi l’effetto positivo della diversity nei Board voluta in risposta alle sollecitazioni della legge sulle quote rosa.

Titta Ferraro, Finanza.com

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